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Il mondo targato 2050

Nell’anno 2050 l’Italia scenderà al ventunesimo posto tra gli Stati mondiali per ricchezza prodotta. Ma a subire l’inesorabile declino sarà un po’ tutta l’Europa, con la Germania che passerà dall’attuale quinto al nono posto e la Francia che sarà fuori dalla top ten. Soltanto il Regno Unito potrebbe rimanere stabile, scalando una sola posizione (dal nono al decimo posto).

E’ quanto emerge, a grandi linee, da uno studio di Pricewaterhouse- Coopers (Pwc), la nota multinazionale di revisione, che ha analizzato i 32 Paesi con le economie più rilevanti, quelle che rappresentano complessivamente circa l’85 per cento del Pil mondiale.

Se l’Europa piange, ridono le economie emergenti. L’India potrebbe raggiungere il secondo dall’attuale terzo posto nella classifica delle maggiori economie, l’Indonesia scalerebbe ben quattro posizioni (dall’ottavo al quarto posto), il Brasile due posizioni (dal settimo al quinto posto) e un sorprendente Messico conquisterebbe il settimo posto.

marketing-1080x654Se la Cina radicherebbe la sua prima posizione, il Giappone crollerebbe dal quarto all’ottavo posto e gli Stati Uniti dal secondo al terzo. Stabile la Russia al sesto posto.

Va detto, però, che l’economia mondiale nel suo insieme potrebbe più che raddoppiare in termini di dimensioni entro il 2050, merito principalmente della produttività sostenuta dalle nuove tecnologie. Del resto da qui al 2050, secondo la Pwc, il Giappone registrerebbe una crescita media annua dello 0,9 per cento, l’Italia dell’uno per cento, la Germania dell’1,3, la Francia dell’1,6, il Canada e gli Stati Uniti dell’1,8 e una sorprendente Gran Bretagna, a prova di Brexit, dell’1,9 per cento, cioè più di qualsiasi altro membro del G7, tenendo testa ai mercati emergenti. John Hauksworth, capo economista della Pwc, lega questa proiezione a “fattori demografici favorevoli per il Regno Unito e a un’economia relativamente flessibile rispetto agli standard europei”.

Mentre l’Italia arretrerebbe al ventunesimo posto dall’attuale dodicesimo, si farebbero spazio nuove economie come la Nigeria (dal ventiduesimo al quattordicesimo posto), le Filippine (dal ventottesimo al diciannovesimo) e il Vietnam (dal trentaduesimo al ventesimo posto). Bene anche la Turchia.

Il Rapporto, però, sottolinea come le economie emergenti avrebbero bisogno di migliorare istituzioni e infrastrutture per realizzare pienamente il potenziale di crescita a lungo termine. Inoltre deplora il protezionismo e promuove lo sviluppo delle tecnologie verdi per un futuro più sostenibile.

Per scaricare il Rapporto: www.pwc.com/gx/en/issues/economy/the-world-in-2050.html

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