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Jobs Act degli autonomi: è legge

jobs act degli autonomiÈ stato approvato in Senato, con 158 sì, 9 no e 45 astenuti il ddl sul lavoro autonomo – il cosiddetto “Jobs Act degli autonomi” – collegato alla riforma del lavoro.

Il testo in 22 articoli, dopo circa tre anni di sofferta elaborazione, è ora legge e interessa oltre 2 milioni di lavoratori tra partite Iva e collaboratori, quell’esercito di persone spesso senza diritti e vittime della precarietà.

La legge è il frutto del lavoro di Maurizio Del Conte, professore di diritto del Lavoro alla Bocconi di Milano, e dei consiglieri economici di Palazzo Chigi, Tommaso Nannicini e Marco Leonardi.

Cosa prevede il Jobs Act degli autonomi?

Per quanto riguarda l’indennità di malattia, nel Jobs Act degli autonomi viene incrementata la platea dei beneficiari, includendo soggetti sopra il limite del 70% del massimale, mentre il congedo parentale sale da tre a sei mesi gli iscritti alla gestione separata dell’Inps. Durante la maternità si potrà ricevere l’indennità pur continuando a lavorare (non scatta l’astensione obbligatoria).

L’indennità di disoccupazione (chiamata Dis-coll) nel provvedimento del Jobs Act degli autonomi verrà riconosciuta, dal prossimo primo luglio, in via permanente ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto (con esclusione degli amministratori e dei sindaci) iscritti in via esclusiva alla relativa gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva.

Novità per i professionisti: nel Jobs Act degli autonomi arriva la piena deducibilità, nei limiti di 10mila euro, delle spese di iscrizione a master e corsi di formazione o aggiornamento professionale, convegni e congressi oltre a tutte le altre spese relative, quali soggiorno e viaggio. Il tetto di deducibilità scende a 5 mila euro per le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, ricerca e sostegno alla autoimprenditorialità, formazione o riqualificazione professionale finalizzate a sbocchi occupazionali. Prevista la piena deducibilità degli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

Sul fronte del cosiddetto “Lavoro agile” o “Smart working”, nel Jobs Act degli autonomi c’è il riconoscimento di tale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato da eseguire in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa. Questa tipologia di lavoro si potrà applicare anche nelle pubbliche amministrazioni. L’accordo sul lavoro agile può essere a tempo determinato o indeterminato. Si tratta, in sostanza, di una nuova declinazione della flessibilità che permette, in presenza di un giustificato motivo, di recedere senza preavviso nell’accordo a tempo indeterminato e prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato.

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