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La scomparsa di Rosario Villari, un punto di riferimento per la storia contemporanea

VillariSui suoi libri si sono formate generazioni di studenti. A 92 anni è scomparso lo studioso Rosario Villari, uno dei più importanti storici italiani. Calabrese di Bagnara Calabra, nato il 12 luglio 1925, aveva iniziato gli studi universitari a Firenze, concludendoli a Messina.

Professore incaricato di Storia moderna dal 1958, è diventato ordinario dieci anni dopo insegnando prima all’Università di Messina (fino al 1971), quindi all’Università di Firenze (dal 1971 al 1979) ed infine alla Sapienza di Roma, fino al 1995, quando venne nominato professore emerito.

Direttore della prestigiosa rivista Studi storici dal 1976 al 1982, ha sempre coltivato una febbrile attività pubblicistica, scrivendo per numerose testate, tra cui Cronache meridionali, dove ha abbracciato con fervore il recupero dei temi meridionalistici (importante la sua antologia della questione meridionale “Il Sud nella storia d’Italia”, ma anche “La rivolta antispagnola a Napoli. Le origini (1585-1647)” e “Mezzogiorno e democrazia”.

Il suo nome resta però impresso nella memoria di intere generazioni di studenti italiani per il suo manuale, adottato in un numero rilevante di scuole.

Da ricordare anche la sua attività politica, con gli embrioni in Calabria, dove Villari ha preso parte all’organizzazione dei movimenti contadini per la riforma agraria. Successivamente è entrato a far parte del comitato centrale del Partito comunista italiano, di cui sarà poi deputato dal 1976 al 1979. E’ stato anche membro dell’Accademia nazionale dei Lincei, nonché visiting professor al St Antony’s College dell’Università di Oxford e all’Institute for Advanced Study di Princeton. Per cinque anni successivi è stato presidente della giuria del Premio letterario Viareggio.

Negli ultimi anni ha soggiornato a lungo nella sua dimora di Cetona, in Toscana, piena di libri e di carte. Qui non ha mai smesso di studiare.

(Gi.Ca.)

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