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Legge di Bilancio: le indiscrezioni sulle nuove spese e sulle nuove tasse

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Stabilizzazione dei precari del ministero dell’Interno, in particolare di quelli che prestano attualmente servizio con contratto a tempo determinato presso gli sportelli unici per l’immigrazione costituiti presso le prefetture e in alcuni uffici immigrazione delle questure. Lo prevede l’ultima bozza di manovra finanziaria, secondo le anticipazioni raccolte da Public Policy. Le stabilizzazioni potranno riguardare il 50 per cento del totale delle unità in servizio, per ciascuna annualità 2018 e 2019. Secondo quanto si legge nella relazione, sono 440 le persone da stabilizzare, di cui 420 negli sportelli per i migranti.

Un altro provvedimento, sempre secondo le indiscrezioni raccolte da Public Policy, riguarderebbe l’aumento a 20 milioni di euro dal 2018 degli stanziamenti annui per l’attuazione della cosiddetta “Legge Smuraglia”, per l’attività lavorativa dei detenuti al di fuori delle carceri. Le risorse in più, si legge nella relazione tecnica della bozza, determineranno l’aumento del 100 per cento dei possibili beneficiari delle misure in materia di sgravi fiscali e contributivi alle imprese che assumo detenuti lavoranti.

Passando sul fronte delle entrate, che dovranno compensare anche queste spese, si prevede di recuperare 239 milioni di euro l’anno dal controllo preventivo, da parte dell’Agenzia delle entrate, sugli F24 che prevedono compensazioni Iva sopra i 5mila euro. Sulla bozza sono ancora in corso i lavori di limatura dei tecnici.

“Gli effetti finanziari positivi dei controlli preventivi sulle compensazioni con profili di rischio – si legge nella bozza di Rt della legge di Bilancio – sono quindi rapportati all’ammontare delle operazioni che potranno essere bloccate a monte e sono stati stimati in 239 milioni di euro annui. La stima è prudenziale e l’attuazione concreta della disposizione potrebbe far emergere ulteriori fattispecie con elevati profili di rischiosità, che ne amplierebbero la portata”.

Altre entrate suppletive potrebbero arrivare dall’imposizione di un bollo del 2 per mille sulle polizze di assicurazione sulla vita (il cosiddetto ramo I del comparto vita del settore assicurativo): qui si prevede un gettito pari a 347 milioni di euro nel 2018, 368 milioni nel 2019 e 292 milioni di euro dal 2020. “Ai fini della stima degli effetti finanziari – si legge nella Rt della bozza –  sono stati considerati i dati Ivass (Relazione annuale 2016) e in particolare quelli relativi alle riserve tecniche per il solo ramo I, che potrebbero rappresentare una buona proxy degli importi investiti. Dagli ultimi dati disponibili, relativi al 2016, risulta un ammontare di riserve tecniche per il solo ramo I di 455.122 milioni di euro, circa i due terzi del totale delle riserve del comparto vita. A fini prudenziali, l’importo delle riserve tecniche sopra indicato è stato ridotto all’80 per cento, in considerazione di alcune specifiche esclusioni dall’ambito applicativo della nuova normativa, quali ad esempio l’esistenza di polizze vita eccessivamente datate, la presenza di fondi pensione riconducibili al settore assicurativo e di polizze legate al caso di morte. A seguito dell’abbattimento, l’ammontare di riserve tecniche utilizzate ai fini della stima è quindi di 364.098 milioni di euro”.

Public Policy anticipa anche una norma che prevede per i redditi diversi conseguiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa, una ritenuta del 26 per cento sui dividendi sia partecipazioni societarie qualificate che di quelle non qualificate. Da questo provvedimento si attende un effetto finanziario di 252,8 milioni di euro nel 2018.

(Gi.Ca.)

 

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