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Agriturismo italiano: valore a 1,9 miliardi e boom di ospiti stranieri

L’agriturismo italiano registra numeri in crescita costante e un posizionamento di leadership a livello europeo, consolidando così il proprio ruolo strategico nell’economia agricola nazionale. A fotografare lo stato di salute del comparto è l’ottava edizione del Rapporto Agriturismo e multifunzionalità, realizzato da Ismea nell’ambito delle attività della Rete nazionale della Pac 2025-2027.

L’agriturismo si conferma uno dei comparti più dinamici: nel 2024 il valore della produzione ha raggiunto 1,934 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Un trend positivo che dimostra la capacità del settore di adattarsi ai cambiamenti economici e sociali, mantenendo competitività anche in uno scenario globale segnato da incertezze.

Il 2024 segna un massimo storico sia per l’offerta che per la domanda agrituristica:

  • 26.360 aziende attive (+7,3% rispetto al 2019)
  • oltre 4,7 milioni di ospiti
  • circa 17,2 milioni di pernottamenti

La clientela internazionale assume un peso sempre più rilevante: gli stranieri rappresentano il 53% degli ospiti e il 62% dei pernottamenti. Germania, Paesi Bassi, Francia e Svizzera sono i principali mercati di riferimento e generano insieme oltre la metà della domanda estera.

Le attività di supporto e secondarie rappresentano complessivamente il 18,8% del valore della produzione agricola italiana. L’Italia mantiene la leadership europea per il valore delle attività secondarie agricole, con una quota del 24,9% sul totale dell’Unione europea.

Il rapporto dedica ampio spazio al tema della sostenibilità, con particolare attenzione alla diffusione del metodo biologico e alla valorizzazione delle produzioni a indicazione geografica. L’integrazione tra ospitalità rurale, produzioni certificate e pratiche sostenibili rappresenta oggi un tratto distintivo del modello italiano, sempre più apprezzato anche dalla clientela internazionale.

Il documento analizza anche le principali novità legislative introdotte tra la fine del 2024 e il 2025 in materia di attività connesse e multifunzionalità agricola. Il focus riguarda l’evoluzione delle leggi quadro statali e delle normative regionali, confermando il ruolo crescente della multifunzionalità come leva di sviluppo economico e territoriale per le aree rurali.

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