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Covid-19, in crisi anche il turismo religioso

Tra i comparti messi in ginocchio dal coronavirus c’è anche il turismo religioso, che nel nostro Paese genera flussi miliardari.

A causa dell’emergenza sanitaria, si registra il collasso nelle principali località celebri per ospitare reliquie e santuari. Come San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, punto di riferimento per la presenza del santuario di San Pio. Qui molte strutture ricettive, tra alberghi e bed &B breakfast in gran parte realizzati in occasione del Giubileo del 2000, sono ancora chiusi. Come fa sapere l’Ansa, il turismo religioso rappresenta il 70 per cento dell’economia del paese, con ben 400 mila turisti che l’anno scorso hanno pernottato almeno una notte a San Giovanni Rotondo, mentre San Pio richiama oltre un milione e mezzo di fedeli all’anno.

La musica non cambia a Pietrelcina, in Campania, altro luogo-simbolo nella storia di San Pio, avendogli dato i natali. Pure qui si avvertono i sintomi della crisi: manca quel milione e mezzo di turisti che ogni anno visita il borgo sannita.

Nelle Marche, Loreto ospita molti infermi che giungono con i treni bianchi: per l’emergenza sono stati annullati fino all’8 settembre. La cittadina marchigiana è anche leader nella produzione di rosari.

In Umbria, terra di Santi, si registra un crollo delle presenze, ad esempio ad Assisi e a Cascia.

L’Abruzzo registra perdita di presenze presso il santuario di San Gabriele dell’Addolorata a Isola del Gran Sasso, di cui quest’anno si registra il centenario: qui, ad esempio, ogni anno si radunano circa 12 mila studenti delle ultime classi delle superiori, con le famiglie, per la tradizionale benedizione delle penne in vista degli esami di maturità. Quest’anno è stata annullata. Così è stato per i riti di Pasqua e per il raduno degli alpini.

Nel Lazio cali a Subiaco, meta celebre per i santuari religiosi.

Il crollo non interessa soltanto il comparto ricettivo. In crisi sono anche i negozi di souvenir religiosi, il commercio in genere, i pullman. E, di conseguenza, i bar, i ristoranti e le pizzerie

C’è anche una conseguenza indiretta: i Comuni sono in difficoltà per i crolli degli incassi dei parcheggi.

Secondo una ricerca dell’Isnart, in Italia il turismo religioso pesa sull’economia nazionale per l‘1,5 per cento sul totale dei flussi turistici, con dominanza della domanda internazionale: un totale di 5,6 milioni di presenze turistiche, di cui 3,3 milioni di presenze straniere e 2,3 milioni di presenze legate al mercato italiano.

Nel nostro paese, tra i luoghi più visitati per turismo religioso, dopo Roma, c’è proprio il santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo, seguito dalla Basilica di Assisi (circa 5,5 milioni di pellegrini l’anno), poi Loreto (4,5 milioni), Sant’Antonio a Padova (4,2 milioni) e Pompei (4 milioni).

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