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Ue: i coltivatori di barbabietola da zucchero abbandonano i campi

Salvare le api oppure le coltivazioni di barbabietole e con esse i loro produttori? È questo il dilemma che sta affrontando in questi giorni l’Unione europea dopo che la Corte Suprema dell’Ue ha stabilito che non possono più essere concesse esenzioni al divieto dei cosiddetti neonici (neonicotinoidi), insetticidi che proteggono da malattie come il virus giallo nella barbabietola da zucchero, ma che sono tossici per le api e altri impollinatori vitali per produzione di cibo.

È così che i coltivatori europei di barbabietola da zucchero stanno pian piano abbandonando la coltivazione da questa pianta, con la possibile conseguenza di spingere i prezzi ancora più in alto, in un momento in cui le norme ambientali dell’Ue si scontrano con il tentativo di arginare l’inflazione alimentare e garantire gli approvvigionamenti. Esemplare è quanto sta accadendo al principale produttore francese, che ha visto scendere la superficie coltivata al livello più basso degli ultimi 14 anni.

L’Unione europea è il primo produttore mondiale di zucchero di barbabietola, con circa il 50 per cento del quantitativo totale. Tuttavia, lo zucchero di barbabietola rappresenta soltanto il 20 per cento della produzione mondiale di zucchero, mentre il rimanente 80 per cento è prodotto dalla canna da zucchero.

La maggior parte della barbabietola da zucchero dell’Ue è coltivata nella metà settentrionale dell’Europa, dove il clima è più adatto. Le zone di produzione più competitive si trovano nel nord della Francia, in Germania, nei Paesi Bassi, in Belgio e in Polonia.

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Si avvisa che il giorno 26 aprile 2024 gli uffici della sede Unsic nazionale resteranno chiusi.

 

Le attività riprenderanno regolarmente il 29 aprile 2024.

 

 

Si informa, inoltre, che gli uffici del Caf Unsic nazionale rimarranno operativi.