
Da Bruxelles arrivano novità per il comparto agricolo italiano. Dopo un’iniziale proposta della Commissione europea Agricoltura che prevedeva un taglio del 22% alle risorse destinate all’agricoltura, l’intervento dell’Italia insieme a quello di altri Stati, ha portato a una revisione radicale dei piani finanziari della Pac per il periodo 2028-2034.
La dotazione complessiva per il settore primario italiano salirà a 40,7 miliardi di euro, segnando un incremento di quasi 10 miliardi rispetto alla proposta originaria di Ursula von der Leyen. Nella bozza di bilancio per il periodo 2028-2034, la Commissione aveva ipotizzato una riduzione del 22% dei fondi destinati alle politiche agricole, assegnando all’Italia circa 31 miliardi di euro, a fronte dei 37,7 miliardi previsti nella precedente programmazione pluriennale.
“Accolgo con soddisfazione la decisione della Commissione europea di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica agricola comune”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una nota.
Si esprime positivamente anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. “Quelle che arrivano da Bruxelles sono buone notizie – ha dichiarato – e confermano la serietà del lavoro svolto dall’Italia. Ci eravamo opposti e abbiamo guidato il fronte del “No” alla proposta di revisione della Politica agricola comune che destinava all’Italia solo 31 miliardi di euro nonostante gli sforzi del vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto che ringrazio per il lavoro che ha fatto”.
Oltre all’incremento dei fondi, un punto cruciale riguarda la governance delle risorse: è stata infatti evitata la cosiddetta “rinazionalizzazione” della Pac. Ciò significa che non saranno i singoli governi a decidere la destinazione d’uso dei fondi, ma rimarrà vincolata la specificità del settore primario secondo quanto stabilito dalla Commissione.
Contro il rischio di rinazionalizzazione della Pac segnalato dall’Italia, l’Ue è intervenuta vincolando 5 miliardi di euro del cosiddetto Rural target a interventi agricoli nelle aree rurali e destinando altri 4,7 miliardi, provenienti dalla riserva non allocata del budget italiano, sempre al settore primario. Per l’Italia ciò si traduce in un incremento complessivo di circa 10 miliardi di euro per l’agricoltura, mentre a livello europeo il potenziale aumento delle risorse potrebbe raggiungere i 94 miliardi, portando il budget agricolo complessivo a circa 387 miliardi di euro nell’arco di sette anni.
Parallelamente ai negoziati sulla Pac, resta centrale il dibattito sull’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur. Il ministro Lollobrigida ha espresso una posizione di apertura, legata però al rispetto di precise garanzie per il mondo produttivo.
“Siamo una nazione esportatrice”, ha ricordato il ministro Lollobrigida, evidenziando come l’Italia guardi con favore alla rimozione delle barriere tariffarie e non tariffarie, a patto che i prodotti importati devono rispettare le stesse regole imposte ai produttori europei in materia di diritti dei lavoratori e tutela dell’ambiente.
Il titolare del Masaf ha sottolineato come l’Italia non sia disposta a sacrificare alcun settore, richiedendo specifiche clausole di salvaguardia come una dotazione finanziaria di garanzia per proteggere i produttori dalle fluttuazioni di mercato che potrebbero danneggiare determinati comparti.
C’è “un freno a mano che ancora non ci soddisfa pienamente, ma che passa dal dieci all’8%. Crediamo debba essere riportata quella che il Parlamento europeo ha posto al 5%”, ha spiegato Lollobrigida.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
