
L’Unione europea ha annunciato la sospensione temporanea dei dazi rimanenti su ammoniaca, urea e, ove necessario, alcuni altri fertilizzanti, con l’intenzione di rendere operativa la misura nel corso del 2026. La decisione arriva in un contesto di forti tensioni sui costi di produzione agricoli, dopo anni segnati dalla pandemia, dalla guerra in Ucraina e dall’aumento dei prezzi dei concimi.
Secondo i dati riportati dalle organizzazioni agricole, i prezzi dei fertilizzanti risultano oggi superiori di circa il 60% rispetto al 2020, incidendo tra il 15% e il 30% sui costi totali di produzione delle aziende. In questo quadro, l’eliminazione dei dazi residui è considerata una misura essenziale per riequilibrare il mercato e contenere ulteriori rincari lungo la filiera.
La sospensione della tassa di importazione sui fertilizzanti era una delle condizioni poste dall’Italia per dare il via libera all’accordo di libero scambio Ue–Mercosur. Roma aveva più volte sollecitato un intervento sui dazi e sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), mentre la Francia ha comunque scelto di votare contro l’intesa.
Il ministro Francesco Lollobrigida rivendica il ruolo dell’Italia nel negoziato europeo, sottolineando la portata concreta del provvedimento per il sistema agricolo. Nella nota ufficiale del Masaf dichiara: “La sospensione dei dazi sui fertilizzanti annunciata oggi dalla Commissione è un risultato dell’Italia, una misura concreta per sostenere la competitività delle imprese e la forza del sistema agricolo italiano ed europeo. È una buona notizia ed è in linea con le richieste italiane di sospensione degli effetti del Cbam e la sterilizzazione, anche retroattiva, dell’aggravio dei costi che le imprese agricole avrebbero dovuto sostenere con l’entrata in vigore del regolamento. Siamo sempre dalla parte delle nostre imprese, pilastro fondamentale della nostra sovranità alimentare”.
La Commissione europea accompagnerà il taglio dei dazi con specifici orientamenti sull’applicazione del Cbam ai fertilizzanti, prevedendo la possibilità di sospendere il meccanismo anche retroattivamente dal 1° gennaio 2026 se l’impatto sul mercato dovesse risultare eccessivo. Per le imprese agricole, ciò significa una potenziale riduzione sia dei dazi diretti sia dei costi legati alle emissioni incorporate nei prodotti importati.
Per il comparto agricolo italiano la sospensione dei dazi sui fertilizzanti risponde all’esigenza immediata di alleggerire i costi di produzione e si inserisce nel negoziato più ampio sull’attuazione del Green Deal e sulle condizioni di competitività delle imprese europee rispetto ai concorrenti extra-Ue.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
