
Nuovo impulso all’agricoltura biologica italiana grazie alla ricerca pubblica. Presso la sede Crea orticoltura e florovivaismo di Monsampolo del Tronto (AP) è stata inaugurata una serra orticola ad alta tecnologia e contestualmente è stato presentato il Piano nazionale sementi biologiche, programma quinquennale strategico per rafforzare disponibilità, qualità e utilizzo di materiale riproduttivo vegetale bio.
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di innovazione e sostenibilità, con l’obiettivo di consolidare la leadership europea del settore biologico e ridurre progressivamente il ricorso a sementi non biologiche utilizzate in deroga.
Affidato al Crea dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), il Piano nazionale sementi biologiche ha una durata di cinque anni e punta a potenziare l’intera filiera del seme bio attraverso l’aumento della disponibilità di materiale riproduttivo vegetale biologico, lo sviluppo e diffusione del materiale eterogeneo biologico, la riduzione dell’impiego in deroga di sementi non bio, il miglioramento della qualità genetica e agronomica delle varietà, il supporto tecnico agli operatori del settore.
Il Piano coinvolge otto centri di ricerca Crea e comprende attività operative come la gestione della Banca dati sementi biologiche, il supporto tecnico agli agricoltori e il sostegno diretto al Masaf. Centrale anche il breeding varietale partecipativo, con prove in campo, confronti varietali e protocolli condivisi tra ricercatori e imprese agricole.
La nuova serra tecnologica, realizzata con fondi Masaf, è dotata di sistemi avanzati di controllo ambientale e automazione. La struttura di circa 300 metri quadrati, è in ferro e policarbonato ed è progettata per garantire elevata efficienza nell’uso degli input produttivi. È dotata di sistemi di monitoraggio climatico e luminoso, di controllo automatico dei parametri ambientali, di fertirrigazione automatizzata. Recupera le acque di drenaggio per ridurre l’impatto ambientale, coltiva fuori suolo per una bassa contaminazione da patogeni, ha un uso limitato o nullo di prodotti fitosanitari.
Un aspetto innovativo è l’integrazione di sistemi IoT (Internet of Things) per la gestione da remoto della coltivazione pre-trapianto delle specie orticole. I sensori rilevano i principali parametri ambientali interni ed esterni, collegati a una centralina che mantiene costanti le condizioni ottimali.
La serra sarà utilizzata sia per la produzione di piantine da trapianto sia per attività di miglioramento genetico e selezione di ideotipi orticoli destinati ai progetti di ricerca.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
