
Valpolicella sempre più orientata alla sostenibilità agricola e raggiunge un traguardo storico. Per la prima volta, infatti, le pratiche sostenibili certificate rappresentano la maggioranza della superficie vitata della denominazione. A rilevarlo è il Consorzio tutela vini Valpolicella, che ha presentato i dati a Verona in occasione di Amarone Opera Prima, l’evento di riferimento per le nuove annate del territorio.
Nel 2025 la superficie di vigneti sostenibili ha raggiunto il 53% del totale, in netta crescita rispetto al 42% del 2024. Un balzo in avanti favorito soprattutto dalla diffusione della certificazione ministeriale Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (Sqnpi), affiancata alla viticoltura biologica. Solo nell’ultimo anno si contano circa mille ettari in più gestiti con pratiche ecocompatibili.
“In uno scenario sempre più competitivo, la Valpolicella sta puntando forte sulla sostenibilità – ha detto il presidente del Consorzio Valpolicella, Christian Marchesini – asset in chiave green del proprio territorio ma anche leva di mercato per diverse aree della domanda, dal Nord-Europa al Nord-America, dove è considerata un valore aggiunto. La certificazione volontaria Sqnpi – ha aggiunto – ha trovato terreno fertile tra i nostri produttori, con una crescita del 47% solo nel 2025 e del 110% negli ultimi 3 anni”.
Complessivamente, la tutela agro-ambientale certificata interessa quasi 4.666 ettari su circa 8.600 ettari della denominazione. Di questi, 1.100 ettari sono biologici, mentre quasi 3.500 ettari adottano il sistema Sqnpi.
Il 2025 si è rivelato un anno complesso per la prima denominazione rossa del Veneto, che genera un giro d’affari superiore ai 600 milioni di euro. Le contrazioni dell’imbottigliato restano però contenute: Amarone -2,4%, Valpolicella -2,7% e Ripasso -3,7%.
Sul fronte export, i rossi Dop veneti fino a 15 gradi segnano un -2,1% in valore nei primi dieci mesi del 2025, un calo nettamente inferiore alla media nazionale. Pesano i dazi statunitensi e le flessioni in alcuni mercati europei, mentre crescono Canada, Germania, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi, confermando l’interesse internazionale per un vino sempre più sostenibile.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
