
Saldo positivo per il sistema imprenditoriale italiano che ha chiuso il 2025 con 56.599 imprese, segnando una crescita dello stock dello 0,96%, superiore allo 0,62% registrato nel 2024. Questo risultato deriva dalla buona tenuta delle 323.533 nuove iscrizioni e da una contrazione delle cessazioni di attività esistenti scese a 266.934 unità (-6,7% sul 2024), per uno stock totale di 5.849.524 unità.
Rimane stabile la natalità imprenditoriale, mentre la mortalità cala sensibilmente, evidenziando resilienza del tessuto produttivo.
Il presidente di Unioncamere Andrea Prete sottolinea la tenuta del sistema, con rafforzamento nei servizi che trainano la crescita. “La significativa riduzione delle cessazioni registrata nel 2025 rappresenta un segnale concreto della capacità di tenuta e di resilienza del sistema produttivo nazionale – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “I dati Movimprese confermano il progressivo ridimensionamento di alcuni settori tradizionali, a partire da agricoltura e manifattura, e il rafforzamento dell’economia dei servizi, in particolare di quelli finanziari, professionali e di supporto alle imprese, sempre più centrali nell’accompagnare i percorsi di sviluppo, innovazione e crescita del tessuto imprenditoriale”.
L’analisi settoriale evidenzia che le attività finanziarie e assicurative con +5,89% (8.290 imprese), e la fornitura di energia elettrica, gas e vapore energia con +5,16% sono i settori con i maggiori tassi di incremento. Positivo il bilancio anche per l’immobiliare +8.265 unità (+2,69%) e l’edilizia +9.306 (+1,12%). Perdono invece i settori tradizionali, come l’agricoltura (-8.068, -1,17%), la manifattura (-3.981, -0,80%), il commercio (-9.840, -0,72%).
Tra le forme giuridiche troviamo le società di capitali, con +66.878 (+3,48%), che trainano il saldo positivo. Bene anche le imprese individuali +1.254 (+0,04%), mentre sono in flessione le società di persone -11.519 (-1,39%).
Tutte le principali aree geografiche archiviano l’anno con risultati in crescita: +1,20% per il Centro, +1,07% per il Sud e Isole, +1,00% per il Nord-Ovest, +0,46% per il Nord-Est. Tra le regioni, il Lazio guida la classifica con +2,07% (12.259), a seguire la Lombardia +1,41% (13.343) e la Sicilia +1,34. Roma con +2,54% è la provincia leader, poi Milano +2,37% e Siracusa +2,11%.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
