
Riduzione della seconda aliquota Irpef, aumento strutturale delle maggiorazioni sociali e istruzioni operative per il bonus Zes unica Mezzogiorno. Sono alcune delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026, in materia fiscale e di sostegno sociale che interesseranno pensionati, famiglie, lavoratori e imprese italiane.
Queste misure sono orientate alla riduzione del carico fiscale sui redditi medi e garantiscono maggiori tutele sociali, ma rilancino anche politiche attive per il lavoro nel Sud, attraverso incentivi concreti per le aziende che investono nel tessuto produttivo del Mezzogiorno italiano.
Riduzione della seconda aliquota Irpef e maggiorazioni sociali – Da marzo 2026 l’Inps applicherà la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro, estendendo il beneficio anche ai titolari di pensioni e di prestazioni di accompagnamento alla pensione. È stato inoltre previsto un incremento strutturale delle maggiorazioni sociali, con particolare attenzione ai pensionati di almeno 70 anni e agli invalidi civili totali maggiorenni. Per garantire piena operatività delle nuove norme, l’Istituto ha anche disposto il pagamento dei conguagli a credito per gli importi spettanti già nei mesi di gennaio e febbraio 2026.
Bonus Zes unica Mezzogiorno – Il bonus Zona economica speciale (Zes) unica Mezzogiorno rappresenta uno strumento di incentivo alla creazione di nuova occupazione e allo sviluppo economico delle aree meridionali. Attraverso la circolare n. 10 del 3 febbraio 2026, l’Istituto ha illustrato le istruzioni operative per l’accesso all’esonero contributivo previsto per le assunzioni nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno. L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, esclusi i premi e i contributi dovuti all’Inail, fino a un massimo di 650 euro mensili per ciascun lavoratore assunto. Il beneficio è riconosciuto se il lavoratore ha compiuto almeno 35 anni ed è stato disoccupato per almeno 24 mesi. La prestazione lavorativa deve essere effettivamente esercitata in una delle regioni della Zes unica Mezzogiorno, indipendentemente dalla residenza del lavoratore o dalla sede legale dell’impresa.
Secondo le istruzioni pubblicate dall’Inps, i datori di lavoro che intendono beneficiare dell’esonero devono:
- verificare i requisiti di accesso in base alla normativa vigente;
- assicurarsi che il rapporto di lavoro si svolga in una delle zone agevolate della Zes;
- procedere alla corretta gestione degli adempimenti previdenziali attraverso i flussi telematici previsti dall’Istituto.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
