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Vertice di Alden Biesen, l’Ue punta sulla competitività

È stato un vertice informale che ha aperto a una nuova fase in cui l’Unione europea sembra intenzionata a rimettere al centro competitività, mercato unico e capacità industriale. In un castello delle Fiandre belghe, ad Alden Biesen, in un piovoso giovedì 12 febbraio 2026, su impulso del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, i 27 leader europei si sono riuniti per avviare una riflessione strategica sul futuro economico dell’Unione. L’incontro è stato preceduto da un prevertice convocato da Italia, Germania e Belgio, al quale hanno partecipato 19 Paesi.

Nelle ultime settimane, all’interno dell’Unione si è fatta strada la necessità di accelerare su alcuni dossier strategici, mentre la cooperazione rafforzata tra Stati appare come la via per superare le divergenze che spesso rallentano le decisioni.

Dopo il formato dei “big 6” (Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna) sulle questioni economiche, emerge con chiarezza un rafforzamento dell’asse tra Italia e Germania. “C’è sicuramente un motore tedesco-italiano in questo momento e una convergenza su molti temi. Stiamo rafforzando la nostra cooperazione bilaterale, ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno o escludendo qualcuno”, ha sottolineato Giorgia Meloni, secondo quanto riportato dall’Agi.

La discussione si è concentrata su tre priorità delineate nel documento orientativo predisposto da Italia, Germania e Belgio:

  • completamento del mercato unico;
  • semplificazione regolatoria e riduzione dei prezzi dell’energia;
  • politica commerciale ambiziosa e pragmatica.

I costi dell’energia restano la prima preoccupazione dei 27, soprattutto dopo gli ultimi shock geopolitici, inclusi i dazi statunitensi che hanno costretto l’Unione a una posizione di rincorsa.

“I temi della competitività sono molti personalmente e a nome dell’Italia mi sono concentrata e mi concentrerò soprattutto sulla questione dei prezzi dell’energia su questo chiaramente ci sono delle dinamiche e delle e delle risposte che servono a livello nazionale – ha dichiarato Giorgia Meloni a Rai News. “La prossima settimana noi porteremo in Consiglio dei ministri una misura molto articolata sul tema dei prezzi dell’energia. Ma sono questioni anche europee: se noi non rimuoviamo i problemi che esistono anche a livello europeo non saremo in grado di dare una risposta sul tema più serio che mette a repentaglio la competitività delle nostre imprese”.

Sul tavolo anche una revisione dei meccanismi di tassazione delle emissioni (ETS e CBAM) e la necessità di dare rapido seguito alle priorità politiche indicate dal Consiglio europeo. Centrale, inoltre, la richiesta di una “pulizia normativa a tutti i livelli”, come ribadito nei giorni scorsi dalla presidente della Commissione europea, per superare sovrapposizioni e barriere nel mercato unico.

Il ritiro informale di Alden Biesen è ripartito dai rapporti 2024 sul mercato unico di Enrico Letta e sulla competitività europea firmato da Mario Draghi.

“Non c’è più tempo. Servono ingenti investimenti per rilanciare il sistema delle imprese europee”. È l’opinione dell’ex presidente della Bce Mario Draghi. Per attrarre capitali occorrono regole comuni e il superamento della frammentazione normativa dei 27.

In questa direzione si inserisce la proposta di Enrico Letta del “28esimo regime” per le imprese: una normativa comune capace di superare le burocrazie nazionali e favorire l’integrazione economica.

I 27 leader saranno chiamati nuovamente a confrontarsi su questi temi a marzo, nel corso del Consiglio europeo che sarà anticipato da un prevertice “per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alle definizione di obiettivi concreti e scadenze precise”.

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