
Si è conclusa il 20 febbraio 2026 la Settimana delle Anteprime dei vini di Toscana, appuntamento che ogni anno fotografa lo stato di salute del comparto vitivinicolo regionale e le prospettive future del settore. Dal quadro emerso durante PrimAnteprima, evento inaugurale dedicato alla stampa specializzata, emerge un sistema solido che punta su qualità, innovazione e sostenibilità per affrontare un mercato globale sempre più competitivo.
L’iniziativa è promossa da Regione Toscana e Camera di commercio di Firenze, con l’organizzazione di PromoFirenze e il coordinamento della comunicazione affidato alla Fondazione sistema Toscana.
La produzione vitivinicola toscana nel 2025 si attesta a 2,2 milioni di ettolitri, tornando sul trend medio dell’ultimo decennio dopo le rese record del 2024. Viene confermata una strategia orientata al valore con un contenimento produttivo frutto di una gestione agronomica mirata e di una scelta di autoregolazione dell’offerta per preservare la qualità delle denominazioni. Un approccio che rafforza il posizionamento premium del vino toscano sui mercati internazionali.
Il panorama regionale conta 12.324 aziende vitivinicole distribuite su oltre 60mila ettari. La caratteristica distintiva è l’elevata incidenza delle denominazioni: il 97% dei vigneti è iscritto a Dop, contro una media nazionale del 65%.
Il 90% del vino commercializzato risulta certificato, un dato che protegge il comparto dalle oscillazioni del mercato dei vini generici e consolida il valore del brand territoriale.
Le province di Siena e Firenze rappresentano il cuore produttivo con il 62% della superficie vitata, mentre la varietà di microclimi regionali contribuisce alla resilienza ai cambiamenti climatici.
Il settore mostra una forte vitalità grazie alla ristrutturazione del vigneto: il 55% delle superfici ha meno di 20 anni, anche grazie alla misura Ocm che ha interessato il 61% dei vigneti.
Parallelamente, circa 10 milioni di euro di contributi hanno sostenuto l’innovazione tecnologica delle cantine, favorendo l’adeguamento agli standard produttivi richiesti dai mercati internazionali.
Nel 2026 è inoltre prevista la programmazione di circa 600 ettari di nuovi impianti, accompagnata dall’integrazione del nuovo pacchetto vino UeE che introduce procedure più flessibili e contributi fino all’80%.
Nonostante una congiuntura geopolitica complessa, il vino toscano mantiene una buona tenuta sui mercati esteri. Le esportazioni dei rossi Dop registrano un aumento dei volumi verso l’Unione europea (+3,5%), mentre il valore complessivo segna una lieve flessione (-8%), interpretata come un riassestamento dopo i picchi degli anni precedenti. Restano centrali i mercati del Stati Uniti, primo sbocco mondiale con una crescita del +2,9% nei volumi, e del Canada.
La Toscana rappresenta il 10% del valore totale delle Indicazioni geografiche italiane, confermando il peso strategico del comparto nel sistema agroalimentare nazionale.
Nel mercato domestico, le Dop toscane mantengono una posizione solida nella grande distribuzione, con il 14% del valore complessivo del comparto in Italia. Il calo dei consumi di vino generico (-5,7%) contrasta con una flessione più contenuta per le Dop (-2,1%). Il dato più significativo riguarda i consumatori tra i 35 e i 45 anni, che pur acquistando meno quantità hanno aumentato la spesa del 24%, confermando la tendenza verso prodotti di maggiore qualità.
Uno degli elementi più rilevanti emersi durante le Anteprime riguarda la leadership ambientale. Con oltre 23mila ettari biologici (38% della superficie vitata), la Toscana contribuisce al 17% del totale nazionale, posizionandosi in anticipo rispetto agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e del Green Deal europeo. Le pratiche di agricoltura di precisione e l’ampia diffusione del biologico stanno diventando un fattore competitivo determinante soprattutto nei mercati del Nord Europa e del Nord America.
L’enoturismo si conferma un asset centrale per lo sviluppo del settore. Nel 2024 la regione ha registrato 15 milioni di arrivi turistici e oltre 46 milioni di presenze, con una quota internazionale pari al 58%. La presenza di oltre 6mila agriturismi e circa 170 operatori specializzati dimostra l’evoluzione dell’offerta verso esperienze immersive che integrano vino, paesaggio e cultura. Degustazioni, trekking tra i vigneti, vendemmie esperienziali e attività culturali contribuiscono a rafforzare il legame tra agricoltura e turismo, generando nuove opportunità di vendita diretta.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
