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Migliora la qualità dell’aria in Italia ma restano criticità locali

Nel 2025 la qualità dell’aria in Italia conferma un trend di miglioramento a livello nazionale, ma non mancano criticità in alcune aree del Paese. Il valore limite del materiale particolato (Pm) è rispettato quasi ovunque, con una riduzione media del 14% nel 2025 rispetto alla media del periodo 2015-2024. Segnali positivi arrivano anche dal biossido di azoto, il cui valore limite annuale è rispettato nel 99% delle stazioni di monitoraggio. I superamenti residui si concentrano soprattutto nelle grandi aree urbane e in prossimità delle principali arterie stradali, come negli agglomerati di Milano, Genova, Napoli, Catania e Palermo.

È quanto emerge dall’informativa annuale del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), elaborata dagli esperti dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) insieme alle Agenzie ambientali regionali e delle Province autonome. Il rapporto, basato sui dati raccolti dalle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, offre un quadro sintetico ma significativo dello stato dell’aria nelle città italiane.

Per quanto riguarda il particolato atmosferico, i dati mostrano un quadro complessivamente positivo. Il valore limite annuale è rispettato in tutte le regioni italiane. Anche il limite giornaliero è rispettato nel 92% delle stazioni. Tuttavia, persistono situazioni di superamento in alcune aree critiche, in particolare nel bacino padano, nell’agglomerato Napoli-Caserta e nella Valle del Sacco (provincia di Frosinone). Casi isolati si registrano anche nella pianura venafrana (Isernia) e a Palermo. Il valore limite orario risulta invece osservato su tutto il territorio nazionale. I dati confermano una riduzione progressiva e significativa di questo inquinante nel periodo 2015-2024, trend che prosegue anche nel 2025.

Diversa la situazione per l’ozono troposferico. Le condizioni climatiche del 2025, caratterizzate da caldo estremo e assenza di precipitazioni, non hanno favorito un miglioramento dei livelli estivi di questo inquinante. L’ozono resta quindi una delle principali criticità ambientali, strettamente legata ai cambiamenti climatici e alle condizioni meteorologiche.

Nel corso del 2025, frequenti episodi di stagnazione atmosferica invernale — con inversioni termiche, alta pressione e assenza di vento — hanno favorito l’accumulo di inquinanti, contribuendo ai superamenti dei limiti giornalieri del Pm10. A questi fattori si aggiungono fenomeni naturali come l’intrusione di polveri desertiche provenienti dal Nord Africa, dal Medio Oriente e dalla depressione caspica, che possono incidere sul numero di giorni di superamento in alcune regioni.

Nonostante i progressi registrati, la strada verso una qualità dell’aria ottimale è ancora lunga. La nuova Direttiva europea impone limiti più stringenti da raggiungere entro il 1° gennaio 2030. Per centrare questi obiettivi saranno necessarie strategie aggiuntive e interventi più incisivi, soprattutto nelle aree ancora soggette a criticità.

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