L’immancabile tema è quello dell’intelligenza artificiale. Con una novità delle ultime ore, promossa dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali: l’entrata nella fase operativa dell’Osservatorio per l’impatto dell’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. L’organismo, nella sua durata triennale e nella sua composizione interistituzionale e pluralista, si candida ad essere un luogo stabile di confronto, analisi e proposta per individuare rischi e opportunità legati alla transizione tecnologica e proporre quindi strategie per accompagnarla nel migliore dei modi.
A far parte dell’Osservatorio c’è anche l’Unsic, presente con il professor Domenico Marino, mentre presidente della Commissione Etica è padre Paolo Benanti, docente Luiss e presidente della Commissione per l’IA della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A parlare dei cambiamenti in atto nel mondo del lavoro nell’ambito della VII edizione degli Stati generali europei sulla cultura della sostenibilità, in corso di svolgimento ai Mercati Traianei a Roma, è stata la ministra del Lavoro, Marina Calderone, intervistata da Italo Bocchino.
Sarda di Bonorva, 61 anni a luglio, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro dal 2005 al 2022 (oggi la carica è del marito, l’avvocato calabrese Rosario De Luca), la ministra che ha posto fine al controverso Reddito di cittadinanza con l’introduzione dell’Assegno di inclusione ha poi scambiato qualche battuta con Infoimpresa.
L’intelligenza artificiale, inevitabile argomento al centro dell’evento, si ripropone nel dualismo tra opportunità e timori.
“Io sono tra quelli che ritiene che ogni cambiamento porti con sé scoperte e sfide nuove, possibilità di costruire percorsi diversi – ha esordito la ministra. “Non penso, quindi, che l’intelligenza artificiale comporterà un disastro in termini di perdita di posti di lavoro. Studi internazionali sull’IA prevedono che nell’arco del prossimo quinquennio il saldo attivo nel mondo sarà di 80 milioni di lavoratori, quindi niente panico. Indubbiamente si stanno aprendo nuovi scenari e, in questo contesto, penso che la tecnologia potrà esserci di grande aiuto. Ad esempio, nella questione dell’invecchiamento costante della popolazione e del nodo crescente del saldo tra attivi e pensionati non c’è un problema di sostituzione, ma di formazione continua e di riconversione delle competenze in cui l’IA è molto utile: per mantenere al lavoro le attuali cinque generazioni occorre da una parte trasferire competenze ai giovani e nel contempo mantenere e aggiornare le conoscenze a chi è al lavoro da tanto tempo. L’IA, inoltre, può garantire al lavoratore e allo stesso lavoro mansioni sempre più qualificate e può essere di supporto nelle indispensabili analisi, sulla gestione dei dati, ma anche nel valutare gli impatti di una legge che scrivo”.
C’è, tuttavia, la questione etica che implica, come ha ricordato Papa Leone XIV nella sua prima Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas”, che l’innovazione tecnologica debba sempre restare al servizio dell’uomo, della sua dignità e del bene comune, senza mai trasformarsi in uno strumento di disumanizzazione o di emarginazione sociale.

“Indubbiamente l’impiego della tecnologia deve essere umanocentrico e a questo proposito ricordo che siamo stati il primo Paese dell’Unione europea ad aver adottato una legge nazionale organica sull’intelligenza artificiale – ha ricordato il ministro, facendo riferimento alla legge 132/2025, nata per integrare e affiancare l’AI Act europeo e che ha stanziato oltre un miliardo di euro per sostenere startup e piccole e medie imprese. Inoltre la normativa ha introdotto il reato di “deep fake”, cioè la creazione e diffusione di contenuti multimediali alterati con l’IA.
La titolare del dicastero del Lavoro ha fatto riferimento anche al web coach AppLI, assistente virtuale basato sull’IA, promosso dal ministero per orientare i giovani tra le opportunità lavorative, nonché al SIO, il nuovo portale “agentico” (tecnologia evolutiva dell’IA) che assicura trasparenza totale sui lavori dell’Osservatorio raccogliendo, sistematizzando e rendendo accessibili dati, analisi ed evidenze, concreti supporti nel guidare il cambiamento. Strumenti che affiancano il SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa), la piattaforma voluta dal governo per l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, servizi e formazione. Tutte dotazioni innovativa che offrono testimonianza dell’impegno del governo sul tema.
“L’intelligenza artificiale può essere una grande opportunità solo se adottata in modo responsabile, mettendo sempre al centro la persona umana e con algoritmi neutri che non creano discriminazioni – ha ribadito la ministra, evidenziando che “anche la pubblica amministrazione deve attivare un percorso virtuoso di gestione della tecnologia, ad esempio nell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro: in questo senso gli algoritmi possono aiutare anche nella gestione del linguaggio, attenuando le disparità di genere”.
La ministra Calderone ha richiamato poi le nuove misure previste dal Decreto Primo Maggio, giorno in cui è entrato in vigore, a partire dal salario giusto, che si identifica con il trattamento economico complessivo (TEC) previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. “Dobbiamo riaffermare un concetto centrale: per avere un lavoro di qualità è indispensabile il ‘salario giusto’ che remuneri le capacità della persona. Un lavoratore bel pagato migliora la sua produttività e quindi quella complessiva dell’azienda – ha sottolineato la ministra, che ha poi ricordato i risultati raggiunti nei suoi quattro anni di lavoro in via Veneto. “Oggi abbiamo il tasso di disoccupazione più basso di sempre e la tipologia di lavoro che continua a crescere è quella stabile, a tempo indeterminato, nonostante la propaganda contraria delle opposizioni. La stabilità è assicurata anche dal fatto che le imprese hanno sempre più bisogno di competenze e quando trovano un’ottima risorsa ci investono sopra e cercano di non perderla”.
Risultati positivi che presuppongono, ora, un grande lavoro per consolidarli. “È un grande compito quello che stiamo portando avanti, giorno dopo giorno, soprattutto per mantenere il governo dei processi in questa fase di transizione in cui la rivoluzione tecnologica, ne sono certa, non sarà patrimonio di pochi ma di tutti. Per questo, credendo che le tecnologie e l’inclusione siano leve di competitività, qualità del lavoro e coesione sociale, continuiamo a lavorare per accrescere la possibilità d’interloquire con i cittadini. Perché siamo un grande Paese, invidiato in tutto il mondo, con risorse umane di grande qualità che dobbiamo sostenere. Certi che la sfida sia quella soprattutto di guidare il cambiamento, senza subirlo”.
Un accenno al mondo della comunicazione, comparto lavorativo messo a dura prova dall’intelligenza artificiale. “È un settore cruciale per la democrazia, la sua credibilità continuerà ad essere assicurata dalla cura delle fonti – ha detto la ministra, che infine ha ricordato la centralità del tema della sicurezza sul lavoro, materia a cui l’intelligenza artificiale può assicurare un positivo contributo.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
