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Addio Rodotà, la faccia onesta e intellettuale dell’Italia

Stefano_Rodota-1Stefano Rodotà, tra i maggiori giuristi italiani, è scomparso all’età di 84 anni. Da cinque anni lottava contro un tumore, recandosi costantemente al Policlinico Gemelli di Roma per le cure.

Calabrese di Cosenza (originario di San Benedetto Ullano), classe 1933, è stato il simbolo della garanzie costituzionali e dell’onestà, in prima fila contro il referendum di Renzi dello scorso 4 dicembre, ma anche contro le riforme di Berlusconi.

Diplomatosi allo storico liceo classico “Bernardino Telesio” di Cosenza, tra i più antichi d’Italia (fondato nel 1861), laureatosi in giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma nel 1955, discutendo la tesi con Emilio Betti, è diventato docente universitario negli atenei di Macerata, Genova e Roma La Sapienza. Ha pubblicato numerosi volumi su questioni di diritto soprattutto con Giuffrè e Il Mulino.

Di tradizione socialista e radicale, è stato più volte parlamentare, prima come indipendente nelle liste del Pci, poi nel Pds. Nel 1997 è diventato il primo presidente dell’Authority per la privacy.

Nel 2013 è stato candidato non eletto per l’elezione del Presidente della Repubblica, votato dal Movimento 5 Stelle, da Sinistra ecologia libertà e da alcuni parlamentari del Partito democratico.

Da anni abitava nel centro storico di Roma, presso largo Argentina.

Alla moglie Carla e ai due figli le condoglianze dalla “famiglia” dell’Unsic.

(Gi.Ca.)

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