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Il nostro omaggio ai borghi d’Italia

MamoneIl ministero dei Beni e attività culturali e del turismo ha ufficialmente proclamato “Anno dei borghi” questo 2017. Nella direttiva ministeriale che accompagna l’iniziativa viene evidenziata la ricchezza di “storia, cultura e tradizioni” dei borghi che costellano il territorio italiano.

L’Unsic non ha voluto mancare all’appuntamento lanciando in questi giorni la grande iniziativa di valorizzazione del tessuto territoriale storico-produttivo del nostro Paese, denominata “Omaggi ai borghi d’Italia”. Sul nostro portale, in una specifica sezione e in modo approfondito, stiamo evidenziando caratteristiche, peculiarità ed eccellenze dei nostri Comuni, appositamente coinvolti. Le amministrazioni locali stanno rispondendo con enorme entusiasmo alla nostra iniziativa di valorizzazione e di promozione, mettendo in luce peculiarità, eccellenze, ma anche sollecitazioni e istanze.

“Omaggi ai borghi d’Italia” intende gettare luce su questo patrimonio straordinario che non ha eguali al mondo. Realtà che presentano una dimensione fortemente legata al passato e fattori d’identità estremamente visibili e radicati, ad esempio una struttura urbanistica ben definita, con elementi storico-artistici importanti come le chiese, le piazze, il centro storico, talvolta un castello o delle mura. A ciò s’affiancano ubicazioni armoniche con la natura e, spesso, storie di produzioni tipiche d’eccellenza nell’agricoltura, nell’artigianato, nella piccola industria.

Tale patrimonio non è affatto minoritario: circa il 72 per cento dei nostri Comuni ha meno di cinquemila residenti (con dieci milioni di abitanti) e raccoglie un’offerta ricettiva che copre un terzo del totale. Presenta quasi sempre, nelle sue forme, un’attenzione maggiore alla sostenibilità, come nel caso dell’albergo diffuso, dell’agriturismo, nella somministrazione di prodotti tipici. Non va poi dimenticato che anche centri urbani grandi presentano strutture di città-borgo

Questo patrimonio abitativo offre altre singolarità, come un alto tasso di autenticità sedimentata nel tempo (dai costumi al folklore, dalle tradizioni alle fiere, dall’artigianato alle produzioni agricole), di genuinità (ad esempio nell’enogastronomia), di doti relazionali-emozionali umane assolutamente uniche (convivialità, socievolezza, ecc.), che contribuiscono all’alta qualità della vita.

Certo, a fronte di ciò è innegabile il disagio insediativo dei piccoli comuni, con gravi ricadute demografiche ed economiche. Per la legge dei grandi numeri, la torta degli investimenti viene consumata quasi totalmente dalle grandi città, accentuando i problemi delle zone più interne e in particolare di quelle montane, che soffrono i crescenti dissesti territoriali, il rischio idrogeologico, il taglio dei servizi (ad iniziare dalla sanità e dalla scuola).

Ecco perché crediamo sia importante richiamare l’attenzione su questo tema. Un’accresciuta sensibilità dei giovani verso le imprese agricole, turistiche, artigianali deve essere accompagnata da investimenti sul marketing e sulla promozione del territorio, sulla messa in rete delle iniziative, sul recupero di beni ambientali e culturali, sulle semplificazioni per il recupero dei centri storici, sulle sperimentazioni di modelli economici 4.0, supportati da innovazione tecnologica, energie rinnovabili, domotica, coworking, cohousing, iniziative smart, recupero edilizio, luoghi commerciali multiservizio. Nella provincia, in genere, c’è l’Italia migliore. E ci sono gli embrioni più vitali per il futuro.

 

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