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A Roma, l’evento di chiusura dell’Enjoy European Quality Food

“Noi abbiamo la fortuna di essere i primi ad aver scommesso e ad aver primeggiato nel sistema delle indicazioni geografiche” ha dichiarato l’On. Marco Cerreto, Capogruppo Fratelli d’Italia, XIII Commissione Agricoltura nel suo intervento alla conferenza stampa del progetto Enjoy European Quality Food, dove ha portato i saluti del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

“Il patrimonio delle indicazioni geografiche per l’Italia non rappresenta solo una questione di qualità del prodotto. All’interno del marchio che voi vedete, Stg, Igp, Dop, che connota e tutela il prodotto, ebbene, in quel marchio non è racchiuso solo il sistema disciplinare, l’origine del prodotto, il metodo, ma rappresenta la narrazione, la storia, le tradizioni di un territorio”, ha continuato Cerreto.

Dopo Madrid, Amburgo e Varsavia, a Roma l’evento di chiusura del progetto EEQF, Enjoy European Quality Food  a Roma. Dal titolo “Il made in Italy a tavola tra identità territoriale, sostenibilità e mercato: sfide e opportunità”, la conferenza stampa si è tenuta lunedì 6 marzo presso l’Associazione Stampa Estera di Roma. A portare il saluto delle istituzioni anche l’On. Alberto Gusmeroli, Presidente della X Commissione delle Attività Produttive, Commercio e Turismo, che ha ringraziato per l’occasione di incontro e di confronto e si è complimentato per gli obiettivi dell’iniziativa.

L’evento, moderato dalla sommelier divulgatrice Adua Villa, ha visto la partecipazione dei consorzi partner del progetto. Il Consorzio per la Tutela Dell’Asti Docg rappresentato da Giacomo Pondini, il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg con Elvira Bortolomiol, il Consorzio Vino Nobile Montepulciano Docg coordinato da Paolo Solini,  il Consorzio Tutela Provolone Valpadana rappresentato da Libero Stradiotti, l’Associazione Produttori Olivicoli Toscani con il vicepresidente Alberto Leotti e Latteria Soligo.

Secondo una recente analisi, lo scorso anno sono stati spesi nel turismo enogastronomico del Belpaese quasi 30 miliardi di euro, diventati la voce principale del budget della vacanza in Italia con oltre un terzo della spesa destinato alla tavola. L’Italia è ormai leader mondiale del turismo enogastronomico potendo contare sull’agricoltura più green d’Europa. Sono infatti almeno 5.450 le specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni censite dalle Regioni, 320 le specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. Con circa 86 mila aziende agricole biologiche, l’Italia è leader.

In questo contesto il progetto EEQF, co-finanziato dall’Unione europea, è una campagna di informazione e valorizzazione sui prodotti certificati di qualità in particolar modo su vino, olio e formaggi a Denominazione d’Origine, Indicazione Geografica e Specialità Tradizionale Garantita.

“Il progetto EEQF consente di aumentare in Italia e in Europa conoscenza sui prodotti certificati e consapevolezza sulle loro valenze”, ha spiegato Libero Stradiotti, capo progetto EEQF e presidente del Consorzio Tutela Provolone Valpadana. “Cibi e vini a denominazione di origine significano un marchio europeo assegnato a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono dal territorio in cui sono prodotti ma anche da fattori umani che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva”.

“Le denominazioni di origine hanno da sempre avuto un ruolo chiave per l’economia del settore vino e per le imprese italiane innalzando con la loro eccellenza la competitività del nostro Paese”, ha ribadito anche Elvira Bortolomiol, consigliere Federdoc (Federazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani) e presidente del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene.

Infine, Cesare Baldrighi, presidente Origin Italia, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche che riunisce i Consorzi di Tutela dei prodotti agroalimentari Dop e Igp, ha precisato che “il settore ha necessità di ricevere risposte in tempi rapidi dalla Riforma europea sulle Indicazioni Geografiche in un contesto di profondi cambiamenti quali le emergenze legate ai costi dell’energia, delle materie prime e delle condizioni climatiche. Questo anche per impostare uno sviluppo sostenibile di lungo periodo e per affermare la crescita del sistema agroalimentare italiano attraverso la cultura della qualità, della certificazione, dello sviluppo sostenibile dei territori”.

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