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Assolatte: in difficoltà le imprese lattiero casearie per l’aumento delle materie prime

“Senza interventi strutturali le imprese di trasformazione del latte rischiano la chiusura”. A lanciare l’allarme è Paolo Zanetti, presidente di Assolatte, nel corso dell’incontro del tavolo latte, convocato dal ministro Patuanelli, per discutere sulle grandi difficoltà che stanno affrontando le imprese lattiero casearie italiane in questo periodo a causa dell’improvvisa impennata dei costi delle materie prime e degli altri fattori produttivi.

Secondo quanto riportato dall’Associazione Lattiero Casearia anche nei momenti più drammatici della pandemia, le aziende di trasformazione hanno dato il massimo, continuando a raccogliere e lavorare tutto il latte prodotto dalle stalle italiane.

“Abbiamo assicurato redditi certi ai nostri lavoratori e a tutti i fornitori e rifornito con costanza e assiduità gli scaffali e i frigoriferi della distribuzioneÈ stato uno sforzo eccezionale – ha sottolineato Zanetti  che ha richiesto impegno e importanti investimenti, anche per mettere in sicurezza i dipendenti.

Una gestione complessa e dispendiosa, dalle pesanti conseguenze, ma condotta con quel radicato senso di responsabilità che caratterizza le imprese lattiero casearie.

“Quando pensavamo che la situazione potesse migliorare, è arrivata questa violenta stangata che ha coinvolto tutti i nostri fattori produttivi – ha evidenziato il presidente Zanetti – dall’energia (+18,4 per cento) ai trasporti, dalla plastica (+61,4 per cento) al legno (+62 per cento) al cartone (+22,1 per cento), fino ai noli (+214 per cento) per l’export. Parliamo di aumenti a due o addirittura a tre cifre. E non sembra che la situazione sia destinata a migliorare. Consci del fatto che tante famiglie hanno vissuto momenti difficili, per molti mesi ci siamo fatti carico di tutti gli aumenti, ma ora la situazione è diventata insostenibile – ha sottolineato Zanetti – urgono interventi strutturali per evitare il collasso del sistema latte nazionale.”

Assolatte chiede quindi una presa di coscienza di tutti gli attori della filiera, interventi immediati delle istituzioni a supporto delle imprese, e semplificazioni normative, che permetterebbero significativi risparmi per chi produce e trasforma. Inoltre, la cancellazione di imposte inutili e arbitrarie come la plastic e la sugar tax, che entreranno in vigore a gennaio con effetti negativi sui prezzi dei prodotti in commercio.

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