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Birra: ok al taglio delle accise per il 2023

Esprime soddisfazione il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida per il taglio delle accise per la birra previsto nel decreto Milleproroghe.

“È un ottimo risultato – ha commentato il ministro Lollobrigida – l’approvazione al Senato dell’emendamento, a prima firma De Carlo, al decreto Milleproroghe che prevede l’estensione del taglio delle accise per la birra. Grazie alla misura, infatti, si mettono a disposizione 8,15 milioni di euro per il 2023 e si mette in sicurezza il comparto brassicolo, consolidando il suo sviluppo e salvaguardando la produzione della birra italiana. Il Masaf e il governo Meloni sono in prima fila per rispondere alle richieste dei produttori, supportare la filiera della birra nazionale e mantenere alta la qualità dei prodotti. L’eccellenza del nostro made in Italy passa anche per le nostre birre e per la maestria dei nostri produttori, che continueremo a sostenere con il massimo impegno”.

La proroga del taglio delle accise incontra il parere favorevole anche delle associazioni di categoria che temevano un gravoso aumento a 2.99 dopo che in legge di Bilancio non erano stati trovati i fondi per la stabilizzazione a 2.94. La norma inserita nell’emendamento De Carlo al dl Milleproroghe fissa invece a l’aumento a 2.97.

“A nome di AssoBirra desidero esprimere un sincero ringraziamento al governo e ai partiti di maggioranza che hanno compiuto lo sforzo per rimediare in parte alla situazione che si era venuta a creare con la Legge di Bilancio”. Così il presidente di AssoBirra, Alfredo Pratolongo, ha commentato la notizia. “La birra in Italia è una bevanda da pasto – continua Pratolongo – ed è l’unica bevanda da pasto gravata da accise, un’anomalia che pesa su tutti, produttori, distributori e consumatori. Ridurre la pressione fiscale specifica per la birra contribuisce anche a promuovere e difendere il comparto birrario italiano rispetto al contesto internazionale, nel quale molti dei principali produttori, Germania e Spagna ad esempio, godono di un livello di accise anche quattro volte inferiore al nostro, che quindi favorisce la competitività̀ delle aziende ivi locate e l’importazione di birra in Italia, che da anni infatti supera ampiamente il 30 per cento”.

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