
È una delle aziende storiche del territorio vercellese dedita alla coltivazione, produzione del riso. Ora Cascina Oschiena, dal XVI al XVIII secolo era conosciuto come il Tenimento di Oschiena, tra i più antichi dell’area, appartenente all’Abbazia di Santo Stefano di Vercelli. Allo sguardo, tutt’oggi i suoi edifici raccontano ancora una storia di vita comunitaria: dagli alloggi delle mondine alla scuoletta, dalla casa del margaro con la vendita di latte e burro alle stalle, fino all’osteria, alla bottega e alla chiesetta campestre ancora consacrata. Un microcosmo rurale dove ogni abitante contribuiva con il proprio mestiere, dando vita a una fitta rete sociale ed economica che ruotava intorno alla semina, raccolta e lavorazione del riso.
Dal 2008 l’azienda è guidata da Alice Cerutti, coltivatrice diretta e laureata in Economia aziendale, che ha avviato importanti interventi di ammodernamento in totale rispetto delle strutture storiche e della preziosa eredità culturale della cascina. L’azienda si distingue per i suoi principi guida improntati sulla sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità e il rispetto della tradizione, che vanno di pari passo a una costante attenzione all’innovazione e all’eccellenza qualitativa dei propri prodotti.
Cascina Oschiena negli anni ha assunto il ruolo di custode di un patrimonio naturale e culturale da valorizzare e restituire alla natura. Immergendosi nella Zona di protezione speciale “Risaie vercellesi” riconosciuta dall’Unione europea, l’azienda ha creato una vera e propria Oasi naturale restituendo 25 ettari – un quarto della superficie coltivata – a favore della biodiversità e della sopravvivenza di specie rare come la Pittima Reale, simbolo e logo della Cascina, ultimo sito di nidificazione censito in Italia.

Oltre 5mila alberi e arbusti piantati, zone umide per anfibi e insetti impollinatori, siepi e fontanili rinaturalizzati sono solo alcune delle azioni concrete perseguite dall’azienda agricola piemontese. Le pratiche agronomiche adottate sono basate su produzione integrata, riduzione di fertilizzanti e fitofarmaci, assenza di insetticidi, gestione efficiente delle risorse idriche e utilizzo di fonti di energia rinnovabile, con certificazione “Friend of the Earth” a testimonianza della sostenibilità aziendale.
Cascina Oschiena è tra le poche realtà produttive italiane a produrre varietà di riso autentiche e storiche, come Arborio classico e Carnaroli classico, aderendo all’Albo dei coltivatori di riso classico che ne garantisce autenticità e tracciabilità. Vengono coltivate anche varietà come Carnaroli integrale, Apollo aromatico, Selenio originario, Ebano integrale ed Granato integrale, oltre al prezioso Farro dicoccum, scelto anche per arricchire la biodiversità.
La semina si svolge a spaglio in risaia rigorosamente allagata, secondo un’antica tecnica che protegge l’habitat acquatico e favorisce la nidificazione degli uccelli migratori; tale scelta si oppone alle moderne semine in asciutta, ribadendo l’impegno etico e ambientale dell’azienda.
Il riso viene poi raccolto con mietitrebbiatrice tra settembre e ottobre, essiccato lentamente a basse temperature (mai oltre i 40°C) e spesso per più di 24 ore, specie nel caso delle varietà storiche più delicate come il Carnaroli e l’Arborio classico. Il prodotto essiccato viene infine stoccato in silos storici.
Per tutto il ciclo produttivo si adottano sistemi di agricoltura di precisione che riducono gli sprechi e minimizzano l’impatto ambientale, consentendo così la produzione di un riso “a credito di carbonio”, ovvero con un’impronta ecologica negativa grazie alla capacità degli ecosistemi ricreati di assorbire anidride carbonica.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
