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Firmato decreti Expo Dubai 2020 e incentivi a giovani agricoltori

Il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio ha firmato nelle scorse ore alcuni importanti decreti che prevedono lo stanziamento di un milione di euro per la partecipazione del Mipaaft all’evento ‘Expo 2020 Dubai’;  le ‘disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare’ e l’aumento della percentuale da destinare al pagamento del premio ai giovani agricoltori, adeguando  l’ammissibilità ai pagamenti diretti delle superfici a bosco cedo a rotazione rapida per assicurare un maggior contrasto alla diffusione di specie esotiche invasive.

“Confermiamo l’attenzione del Ministero per facilitare il ricambio generazionale in agricoltura e per contrastare la diffusione di specie esotiche  invasive alla tutela delle specie autoctone e dell’equilibrio ambientale – sottolinea il ministro Centinaio. “Il decreto aumenta al 2% la percentuale del massimale nazionale dei pagamenti diretti da destinare al finanziamento del premio per i giovani agricoltori, assicurando così lo snellimento delle relative procedure burocratiche da parte di Agea e degli organismi pagatori regionali. Viene inoltre esclusa l’Acacia saligna dalle specie comprese nella definizione di bosco ceduo a rotazione rapida, adeguando tempestivamente la normativa nazionale all’elenco di specie soggette a restrizione a livello europeo, a tutela dell’equilibrio ambientale del nostro Paese. Si definiscono poi le modalità di funzionamento del Fondo per la tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare e individuano le azioni di tutela della biodiversità da sostenere; mentre con lo stanziamento ad Expo 2020 Dubai – aggiunge – ci apriamo all’agricoltura del futuro promuovendo il modello italiano in campo agroalimentare. Si tratta di un appuntamento fondamentale per valorizzare il comparto, che sempre più dovrà andare nella direzione dello sviluppo tecnologico e della sostenibilità. Lavoriamo fino alla fine per il bene del Paese e per la valorizzazione del nostro made in Italy – conclude Centinaio.

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