
C’è tempo fino al 30 aprile 2026 per nominare l’energy manager, la figura strategica che supporta le decisioni aziendali e la gestione efficiente dell’energia. L’individuazione di questo professionista è obbligatoria per imprese ed enti con consumi energetici elevati: in particolare, devono dotarsi di un energy manager i soggetti che superano 10.000 tep/anno nel settore industriale e 1.000 tep negli altri settori. Anche chi non rientra nei requisiti obbligatori può scegliere volontariamente di nominare un energy manager per ottimizzare l’uso dell’energia e promuovere interventi sostenibili.
La nomina dell’energy manager è annuale e deve essere inviata alla Fire – Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia, che gestisce il processo per conto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. La Fire oltre a promuovere il ruolo di questa figura e pubblica ogni anno l’elenco dei professionisti nominati. Rispettare la procedura non solo evita sanzioni, ma consente anche di accedere a strumenti come i certificati bianchi, utili per incentivare interventi di efficienza energetica.
L’energy manager è un professionista che gestisce tutti gli aspetti legati all’energia all’interno di un’azienda, di un ente pubblico o di una struttura qualsiasi. Il suo compito principale è verificare i consumi, utilizzando audit dedicati o i report di sistemi di telegestione, telecontrollo e automazione. Successivamente, l’energy manager si occupa di ottimizzare i consumi, regolando correttamente gli impianti, promuovendo comportamenti energeticamente consapevoli tra i dipendenti e proponendo investimenti mirati a migliorare l’efficienza dei processi produttivi o dei servizi. Un altro ruolo chiave riguarda gli acquisti di energia elettrica e altri vettori energetici, con l’obiettivo di ridurre i costi e gestire correttamente i carichi elettrici per evitare picchi di consumo che comportano spese maggiori.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori

