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La transumanza in copertina sul “New York Times”

Straordinaria promozione per uno dei più antichi riti agresto-pastorali del nostro Paese. Il “New York Times”, uno dei principali quotidiani al mondo (con ben quattro milioni di soli abbonati paganti, dedica nell’edizione di lunedì 16 settembre un ampio articolo alla transumanza in Italia, in particolare a quella effettuata ancora a piedi, preservata e tramandata dalla famiglia Colantuono di Frosolone, in Molise.

Il pezzo, a firma della giornalista Maria Russo, apre la prima pagina della sezione “travel” e dimostra come certe preziosità del “made in Italy” siano spesso più apprezzate all’estero che non nel nostro Paese.

La giornalista italo-americana ha seguito lo scorso maggio la migrazione dei 300 bovini della famiglia Colantuono dalla Puglia al Molise (da San Marco in Lamis a Frosolone) e da questa esperienza unica è nato l’appassionato racconto.

“Oh-Oh, Ay-Ay! Cavalcando il ritmo italiano della transumanza” è il titolo del suo reportage, particolarmente sentito anche per le origini personali dell’autrice, i cui bisnonni erano proprio di Frosolone. La Russo descrive con dovizia di particolari l’antichissimo rito, che si tramanda da millenni e che ha determinato le cosiddette “autostrade verdi”, cioè i tratturi formatisi grazie al passaggio delle mandrie.

Scrive la Russo: “Antonio Colantuono, on a sturdy brown horse, plunge in first, followed by 300 cows, moving in the water as briskly as they’d walked for the past three days, then clambering up the riverbank. I stood mesmerized as Franco and his girlfriend, Pasqualina, appeared in the middle of the herd, riding bareback together on the same horse, like a mytological god and goddess”. Tradotto “Antonio Colantuono, in sella a un robusto cavallo marrone, solca l’acqua per primo, seguito da 300 mucche che si muovono nell’acqua con lo stesso incedere sostenuto dei tre giorni precedenti, conquistando poi la riva del fiume. Io rimango ipnotizzata mentre Franco, e la sua compagna, Pasqualina, arrivano nel mezzo della mandria, cavalcando senza sella lo stesso cavallo, come divinità mitologiche”.

Conclude l’articolo con grande emozione: “Faccio l’ultimo miglio a piedi, devo essere esausta, ma mentre guardo in alto per ammirare gli edifici medievali e le guglie della chiesa di Frosolone, con le montagne che svettano sullo sfondo, tutto quello che provo è meraviglia e gratitudine”.

Cliccare qui per l’articolo sul New York Times:

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