
Dal Trentino-Alto Adige alla Campania dell’Annurca, la mela resta un simbolo dell’ortofrutta italiana. Il nuovo “Monitoraggio Ismea dei costi medi di produzione in agricoltura: mele 2025” descrive una campagna positiva, con volumi stabili, qualità molto buona per tutte le varietà principali e assortimento varietale ricco.
La produzione nazionale 2025 è stimata in 2.317.715 tonnellate, in linea con il 2024 e +5% sulla media 2022-2024 A guidare la classifica è la varietà Golden Delicious, seguita da Gala, Granny Smith, Fuji e Red Delicious. Le nuove cultivar superano le 300mila tonnellate, segnalando innovazione e differenziazione dell’offerta. La Golden Delicious resta riferimento nelle vendite al dettaglio, con Gala dinamica e buona tenuta di Granny Smith e Red Delicious.
Nella campagna 2024/25, l’Italia conquista il primato mondiale per export di mele in valore (16% commercio globale), superando Usa e Cina, con oltre 1,06 miliardi di chilogrammi esportati e saldo commerciale record di 1,146 miliardi di euro (+19% sul 2024 e +24% volumi). Questo risultato storico è secondo solo ai livelli del 2016/17.
Oltre all’impegno delle imprese e delle OP, la filiera melicola beneficia anche di strumenti pubblici pensati per favorire innovazione e competitività. Il Masaf con i Contratti di filiera (563 milioni euro contributi Pnrr su 893 milioni totali investimenti ortofrutta), il sostegno Pac tramite programmi OP/AOP e gli interventi Pnrr su logistica, inclusi progetti innovativi del Consorzio Melinda, sono esempi di queste misure agevolative dedicate.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
