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Tavola rotonda sulla filiera della carne

«Viviamo in un momento difficile per la nostra filiera: oggi più che mai è fondamentale rimanere uniti, favorire le partnership e trovare una dimensione di equilibrio tra chi produce, chi trasforma e chi vende, per affrontare le sfide del presente e del prossimo futuro in un’ottica di sostenibilità». Con questo commento Raffaele PilottoSocio e Direttore Commerciale e Marketing di Centro Carni Company SpA – azienda veneta leader in Italia nel settore del disosso delle carni bovine – ha aperto lo scorso 23 settembre a Villa Giustinian (Cittadella, Padova) la tavola rotonda dal titolo “L’impatto degli ultimi eventi sulla filiera delle carni bovine: criticità e opportunità in un’ottica di sostenibilità”. L’appuntamento, giunto alla sua seconda edizione, ha riunito in un unico contesto oltre 100 persone, rappresentanti di tutta la filiera produttiva dell’azienda, per discutere degli ultimi difficili scenari del mercato, cercando di definire le linee guida di una strategia che consenta al comparto di affrontare e superare con successo la crisi in atto. Relatori dell’incontro, oltre allo stesso Raffaele Pilotto, Denis Pantini, Responsabile Business Unit Agrifood e Wine Monitor presso Nomisma; Fulvio Fortunati, socio di In.Con.Tra, azienda specializzata nel livestock e nel meat trading, Vicepresidente e consigliere Uniceb; Elisa Pilotto, Presidente dell’Academy MEatSCHOOL e HR Manager di Centro Carni Company. L’incontro ha anche avuto l’onore di ospitare un video messaggio del prof. Paolo De Castro, Parlamentare europeo e docente universitario di ruolo ordinario presso l’Università degli Studi di Bologna. Moderatore della tavola rotonda, Alessandro Bertin, Socio fondatore e Presidente dell’agenzia di Relazioni Pubbliche Spin-To e Coordinatore del Master in Marketing e Comunicazione allo IED (Istituto Europeo di Design) di Torino.

Crescita rapida del tasso di inflazione, instabilità politico-economica dovuta al conflitto russo-ucraino e conseguente cambiamento nelle abitudini d’acquisto dei consumatori sono stati tra i temi centrali affrontati nel corso dell’incontro. «Prima del conflitto russo-ucraino» ha affermato Denis Pantini, fornendo un quadro dettagliato dell’attuale situazione economica del settore «la filiera agroalimentare italiana stava vivendo una fase di pieno recupero rispetto al periodo della pandemia. Oggi il tasso di inflazione da una parte e il rallentamento economico dall’altro ridurranno certamente la capacità di spesa dei consumatori. Ma ci sono alcuni elementi di positività: se guardiamo il dato dell’export in ambito agroalimentare, a luglio 2022 si registra un +15% sull’anno precedente, che è stato già un anno in cui l’Italia è cresciuta a doppia cifra. L’agroalimentare rimane dunque un settore forte e da tutelare, il secondo per importanza in Italia».

L’Italia si classifica infatti tra i top exporter mondiali di prodotti agroalimentari, per un fatturato di 50,1 miliardi nel 2021, e tra i maggiori paesi dell’Unione Europea per valore dei consumi alimentari, classificandosi terza dopo Germania e Francia. 

Segnali di positività anche da parte degli italiani: secondo l’ultimo Rapporto Coop, a fronte della crescita generalizzata di prezzi e servizi prevista, 24,5 milioni di italiani non sono disposti a rinunciare alla qualità del cibo che acquistano. Inoltre, secondo una recente indagine del Censis, il 97% della popolazione adulta italiana consuma carne e l’83% ritiene che il consumo di un’appropriata quantità di carne bianca e rossa sia una componente fondamentale di una buona dieta. 

Un messaggio rassicurante è arrivato anche da Paolo De Castro: «Stiamo attraversando un momento complicato, non soltanto legato ai costi dell’energia che gravano sulle imprese, ma anche a un tema più generale legato alle preoccupazioni del mondo ambientalista. Noi, come Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, stiamo facendo la nostra parte nel difendere la filiera produttiva, per mantenere alle imprese la possibilità non solo di continuare a vivere, ma anche di crescere e di rappresentare quella ricchezza che oggi risiede in tutto il comparto zootecnico, e in particolare in quello bovino. Un comparto che crea occupazione, grandi opportunità per il nostro territorio e dà grande valore a tutto l’agroalimentare italiano». 

La necessità di coesione e pensiero positivo è emersa anche nell’intervento di Fulvio Fortunati, che ha invitato inoltre la grande distribuzione a fare la sua parte per garantire la sostenibilità economica della filiera: «Nella produzione di carne bovina, l’Italia in Europa non è seconda a nessuno, possiamo ancora dire la nostra. È necessario continuare a tenere alta la qualità e mantenere il pensiero positivo. Marco Aurelio diceva che la prima cosa di qualità sono i nostri pensieri: se pensiamo positivo saremo in grado di superare anche questo momento difficile».

Elisa Pilotto ha concluso gli interventi evidenziando come solo con la formazione sia possibile sopperire alla crescente mancanza di personale in tutta la filiera, che ne costituisce una delle principali criticità. «La difficoltà a reperire personale qualificato si fa sentire, in qualsiasi categoria» ha affermato Pilotto; «MEatSCHOOL, accademia di formazione e informazione sul mondo delle carni bovine, nasce proprio per diffondere la cultura della carne e per sopperire alla mancanza di lavoratori formati. A questo proposito abbiamo progettato dei corsi, in particolare quello di macelleria”.   

Centro Carni Company, con oltre 40 anni di esperienza, rappresenta oggi una delle maggiori aziende italiane nel settore della lavorazione della carne bovina ed è tra i leader nell’ambito specifico del disosso, con una potenzialità giornaliera di 70 tonnellate. L’azienda di Tombolo (Padova) si sviluppa su una superficie di 5.500 mq coperti, ai quali si aggiungeranno presto altri 7.000 mq. Un costante trend di sviluppo ha segnato positivamente, anno dopo anno, l’attività dell’azienda, che si caratterizza per qualità e innovazione dei servizi. 

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