
Si avvicinano le scadenze per due importanti misure a sostegno del comparto editoriale tra il 2025 e il 2026: il bonus Pubblicità 2026, con finestra straordinaria di presentazione della comunicazione, e i contributi alle imprese editrici di periodici italiani diffusi all’estero relativi all’anno 2025.
Fino al 1° aprile 2026 sarà possibile presentare la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali. I termini ordinari (1° marzo – 31 marzo) sono stati infatti differiti esclusivamente per il 2026, con provvedimento del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria del 23 febbraio 2026.
La comunicazione riguarda l’accesso al credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali relativi all’anno 2026.
L’altro,quello che riguarda i contributi alle imprese editrici è finalizzato a sostenere le imprese editrici di periodici italiani all’estero che trattano argomenti di interesse per le comunità italiane, con l’obiettivo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana e promuovere il sistema Italia nel mondo.
Possono presentare domanda le imprese o associazioni che editano:
- periodici editi e diffusi all’estero con testi scritti almeno per il 50% in lingua italiana;
- periodici editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero.
Il contributo può essere richiesto per una sola testata.
Per ottenere il contributo sono necessari un’anzianità di costituzione dell’impresa e di edizione della testata di almeno due anni, maturati prima dell’annualità per la quale si presenta domanda; l’assenza di situazioni di collegamento o controllo tra le imprese richiedenti; il divieto di distribuzione degli utili derivanti dall’esercizio dell’anno di riscossione del contributo e negli otto anni successivi, con apposita clausola statutaria; l’obbligo di indicare nella testata il contributo ottenuto negli anni precedenti e altri eventuali finanziamenti pubblici ricevuti; l’impegno ad adottare misure idonee a contrastare forme di pubblicità lesive dell’immagine e del corpo della donna.
Per le imprese che editano periodici in Italia e li diffondono prevalentemente all’estero, sono richiesti inoltre:
- diffusione all’estero non inferiore al 60% delle copie complessivamente distribuite;
- regolare adempimento degli obblighi in materia di lavoro e previdenza e rispetto del contratto applicato;
- iscrizione al Registro delle imprese, ove prevista;
- proprietà della testata oggetto della richiesta di contributo.
Le modalità variano in base al luogo di edizione del periodico. Per i periodici editi e diffusi all’estero le domande, con relativa documentazione, devono pervenire entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello del contributo all’ufficio consolare italiano di prima categoria territorialmente competente per la sede legale dell’editore. L’ufficio consolare trasmette poi la documentazione al Dipartimento e, per conoscenza, al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale entro il 30 aprile.
Per i periodici editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero, le domande devono pervenire entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello del contributo direttamente al Dipartimento per l’informazione e l’editoria.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
