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Basilicata, Val d’Agri eccellenza della zootecnia italiana

Vald'AgriI numeri, innanzitutto. La zootecnia lucana, con circa 93mila bovini e bufalini e oltre 2.700 allevamenti di cui 500 circa che consegnano il latte, oltre 70mila suini (oltre 2.900 allevamenti), 300mila ovini e 60mila caprini (oltre 7.500 allevamenti) e 10mila equini, è una realtà di primo piano a livello nazionale, che genera occupazione e ricchezza, oltre che presidio irrinunciabile per la Basilicata, con un peso economico e sociale rilevante.

All’interno di questa regione c’è un territorio d’eccellenza, la Val d’Agri. Compreso tra i monti Sirino e Volturino, solcato dal fiume Agri, l’antico Akiris, nel cuore del giovane Parco nazionale dell’Appennino lucano Val d’Agri Lagonegrese, questo lembo è certamente più importanti della regione sia come cultura sia come economia. Un angolo di Basilicata immerso nella bellezza della sua natura, dalle aree boschive ai pascoli verdi, con l’acqua assoluta protagonista..

Anche qui la zootecnia dà il suo fattivo contributo: nella Val d’Agri si contano 262 allevamenti di bovini, con oltre 11mila capi, 88 allevamenti di suini con oltre 3.300 capi e 519 allevamenti di ovini/caprini con oltre 23mila capi.

L’attenzione verso questo importante territorio lucano è stata ribadita dall’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia, nei giorni scorsi in visita in quest’area in occasione di un convegno. L’amministratore ha ribadito come il monitoraggio e il controllo delle produzioni vegetali e delle produzioni zootecniche siano processi in atto da tempo.

L’assessore ha visitato alcune aziende agricole della zona come Ponzio Rosita, Spineto di Martino San Felice, Angiolino Domenico, Lufer, accompagnato dal dirigente Ermanno Pennacchio, dai funzionari Carmine Cocca e Filippo Radogna, dal presidente regionale dell’Ara Palmino Ferramosca e dal direttore Augusto Calbi e dal presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali, Domenico Pisani.

“Ho conosciuto ragazzi, donne, adulti, anziani, generazioni di allevatori a confronto, che proseguono con cura, attenzione e altissima qualità nella gestione dei processi per l’ottenimento sia di carne sia di latte (di cui la quasi totalità è conferito come latte di alta qualità, tra l’altro) nelle imprese gestite da loro con passione e a contatto della natura di cui sono parte integrante e di cui hanno un rispetto profondo e attento, consapevoli di avere tra le loro mani una ricchezza – ha commentato l’assessore. “Ho incrociato un mondo fortemente organizzato, in Val d’Agri, che investe tempo e denaro in tecnologie ed impianti all’avanguardia per il trattamento dei reflui zootecnici e che da questi produce energia pulita che alimenta stalle e sale mungitura, al fine di rispettare l’ambiente in cui vivono e che aiutano a tutelare e mantenere – ha continuato l’assessore Braia, sottolineando l’impegno della Regione Basilicata nel continuare ad assistere e ad aiutare il settore nei processi di miglioramento in atto da anni. “Non permetteremo che questo patrimonio umano e di produzione venga minimamente scalfito da chi, pur di trovare qualcuno a cui addebitare responsabilità mai riscontrate, é disposto a vedere nero laddove esiste solo colore – ha concluso Braia.

 

(GI.CA.)

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