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Il bergamotto, bandiera della Calabria

BargamottoL’origine è oscura, a tratti leggendaria. C’è chi sostiene che sia stato importato dalle isole Canarie da Cristoforo Colombo. Chi propende per la Cina. Altri per la Grecia. C’è anche un’indicazione precisa, la citta di Berga in Spagna. Di certo il bergamotto, questo frutto dalle proprietà eccezionali, è oggi strettamente associato alla Calabria. E non manca chi lo ritiene una specie autoctona calabrese in quanto già dal XIV secolo si parla di un limon pusillus calaber da cui avrebbe avuto origine il bergamotto. Di certo una piantagione intensiva era presente già al 1750 in un feudo di Reggio Calabria dove è attualmente il lido comunale.

Oggi il bergamotto, il cui nome scientifico è Citrus Bergamia Risso (la denominazione potrebbe derivare dal turco Begarmundi, che significa “Pero del Signore”) viene coltivato in via esclusiva in una parte della provincia di Reggio Calabria (circa 1200/1500 ettari) che va da Villa San Giovanni a Monasterace dove, evidentemente, ha trovato il suo habitat favorevole. Non a caso in questa zona si alloca il 90 per cento della produzione mondiale. Il frutto, della stessa dimensione di un’arancia, ha la buccia di colore giallo e si raccoglie da novembre a marzo.

Innumerevoli le proprietà benefiche esercitate dal frutto, indicato principalmente per la cura del colesterolo e della glicemia. Un recente studio condotto dall’Università della Magna Graecia di Catanzaro, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica International Journal of Cardiology, ha evidenziato che l’assunzione di bergamotto contribuisce al controllo del colesterolo. Si è infatti dimostrato (esperimento condotto su 237 pazienti) che somministrando per 30 giorni il succo di un frutto di bergamotto a individui con colesterolo alto, dopo 30 giorni si aveva un 42 per cento di aumento di HDL (colesterolo buono), un 38 per cento di diminuzione di LDL (colesterolo cattivo), un 41 per cento in meno di trigliceridi e una diminuzione fino al 25 per cento della glicemia. Queste proprietà sarebbero da addossare alla presenza di due flavonoidi statin-like (con attività simile a quella delle statine), denominati brutieridina e melitidina.

Per il contenuto di vitamina C, Bl e B2 e P nel succo, di vitamina A ed E nel flavedo, il bergamotto si può ritenere un frutto con buon contenuto vitaminico, utile pertanto nei disturbi ossei da alterato assorbimento calcico, disturbi della dentizione, collagenopatie, astenia muscolare o anche ipereccitabilità neuromuscolare, eretismo cardiaco, anemie da ridotto assorbimento di ferro, congestione epatobiliare e varie malattie con alterata permeabilità vasale.

Inoltre il suo olio essenziale, estratto dalla buccia, viene utilizzato sia per addolcire molte varietà di infusi sia per produrre profumi di cui è la base, sia nella farmacopea per le sue proprietà disinfettanti. Inoltre l’aromaterapia consiglia l’uso del bergamotto per il trattamento della depressione in quanto provoca uno stato d’animo gioioso, concilia il sonno ed elimina i blocchi psicologici. In erboristeria si riconoscono proprietà antinfiammatorie, disinfettanti e cicatrizzanti: è, infatti, consigliato come rimedio naturale della psoriasi, delle ustioni e delle ferite. Una o due gocce al giorno di olio essenziale diluite in acqua o in un cucchiaino di miele o nel thè hanno funzioni stimolante dell’appetito e delle funzioni epato-pancreatiche; contrasta colecistiti, tachicardia e ipertensione arteriosa; è utile nelle stomatiti, gengiviti e faringotonsilliti; è antiparassitario intestinale oltre che disinfettante ed astringente.

giardino“In gastronomia può essere usato oltre che nel thè, anche per arricchire insalate insieme a spicchi di arancia, conditi con olio, sale ed aceto balsamico – racconta Elio Attinà, uno dei più noti produttori di bergamotto con la sua azienda – “Il giardino del bergamotto” – a Rodì di Condofuri, in provincia di Reggio Calabria. “La buccia grattugiata o il succo viene utilizzato per aromatizzare risotti, pesce arrosto e scaloppine sia di carni bianche sia rosse. Può essere inoltre usato, in molte altre preparazioni sia dolciarie che non in sostituzione del limone e per aromatizzare l’olio extra vergine di oliva. La marmellata di bergamotto è ottima sia per preparare dolci che per accompagnare formaggi molli, spalmabili e la ricotta di pecora nonché arrosti di selvaggina e di maiale”.

L’azienda Attinà, fondata nella prima metà del Novecento, dal 2009 è a coltivazione biologica certificata da Bioagrigert s.rl. L’impianto del bergamotto si estende su 45mila metri quadrati in un territorio eccellente da un punto di vista ambientale e paesaggistico. Sono presenti tutte e tre le varietà di bergamotto, ma la prevalente per il 90 per cento è il “fantastico” (dalla forma simmetrica e obovoidale e dalla buccia semi liscia) e per il restante della qualità “castagnaro” (frutti grandi, meno sferici e dalla buccia rugosa) e “femminello” (frutti sferici piccoli e liscissimi).

Fulvia Attina
Fulvia Attinà

“Nel 2013 abbiamo impiantato circa 700 nuove piante per sostituirne altrettante con troppi decenni sulle ‘spalle’ – continua a raccontare Attinà. “L’irrigazione è a goccia grazie a due pozzi (uno di riserva). Da giugno 2014 abbiamo iniziato il restauro dei fabbricati ricavando un appartamento che ci consente di essere più presenti in azienda, un magazzino ed un ricovero per le macchine agricole ed un laboratorio per la trasformazione del frutto in marmellata, succhi e canditi. Dallo stesso anno titolare dell’azienda è diventata mia figlia Fulvia, che certo saprà svilupparla al meglio”.

Attualmente l’azienda, che ha anche 20 ettari di pascolo ed uno di seminativo, si è attrezzata per produrre anche marmellate di bergamotto, bergamotto e arancia rossa, bergamotto e arancia bionda, bergamotto e mandarino, bergamotto e limone, bergamotto e pompelmo rosa, bergamotto e arancine sanguinelle, composta piccante di bergamotto e cioccolata fondente, composta di bergamotto e cioccolata, composta di bergamotto e cipolla rossa, composta di bergamotto e zucca gialla, composta di fichi e bergamotto, composta di fichi d’india e bergamotto, succo di bergamotto, succo di bergamotto arancia e mandarino, sciroppo di bergamotto, nettare di bergamotto, nettare di bergamotto arancia e mandarino, olio essenziale di bergamotto, bucce essiccate di bergamotto: tutto rigorosamente certificato biologico e prodotti nel nostro giardino.

“Produciamo inoltre il mielotto, cioè miele millefiori, estratto da arnie collocate al centro della nostra azienda, con gocce di olio essenziale di bergamotto, invasettate nel nostro laboratorio da un apicoltore di Condofuri – chiude orgoglioso Elio. E’ questa la Calabria di cui occorrerebbe parlare di più.

(Giampiero Castellotti)

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