venerdì , Gennaio 24 2020
Home / Comunicazione / Il cibo torna centrale nella spesa degli italiani

Il cibo torna centrale nella spesa degli italiani

Pasta2Gli italiani sempre più prudenti, causa le incertezze della crisi. Non a caso hanno accumulato, in forma “cautelativa”, 133 miliardi di euro di risparmi dall’inizio della crisi a oggi. Ma, questa la novità degli ultimi tempi, torna la disponibilità agli acquisti. E a catalizzare tale inclinazione è proprio il cibo. La spesa alimentare, drasticamente segnata dalla crisi, ha infatti ripreso a crescere negli ultimi anni, raggiungendo il 14,3 per cento sul totale dei consumi delle famiglie, una quota significativamente superiore alla media dei principali Paesi europei (11,4 per cento). È quanto emerge dalla ricerca “Il futuro dell’alimentazione: tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli” realizzata dal Censis.

Il cibo torna centrale – oltre il 91 per cento degli italiani si dichiara interessato – e diversamente da quanto accade nel resto del mondo, a guidare la spesa del consumatore italiano non è il prezzo, ma fattori qualitativi come trasparenza delle informazioni (94,4 per cento), funzionalità (88,4 per cento), salute (84,6 per cento), eticità (83,5 per cento). A questi si aggiunge l’italianità, valore per il quale il consumatore è disposto a pagare qualcosa in più (85,5 per cento), in linea con un fenomeno globale di domanda di italian food che dal 2010 al 2015 è cresciuto nel mondo del 36,5 per cento.

Evidenzia una nota dell’istituto guidato da De Rita: “La combinazione di questi fattori è totalmente soggettiva e pragmatica e genera perciò una pluralità di scelte e un mix di soluzioni e canali: cibo pronto e semipronto (utilizzato da oltre 31 milioni di italiani), cibi salutisti (26 milioni), take-away acquistato on-line (19,4 milioni), alimenti e bibite nei distributori automatici (25,3 milioni). Senza romanticismi o pregiudizi ideologici: pragmaticamente, appunto. Ma anche consapevolmente: il consumatore, avendo ben chiaro cosa vuole dal proprio cibo, si informa; e lo fa prevalentemente in rete (57 per cento, percentuale che sale al 74,2 per cento nel caso dei Millennial). Ad acquistare cibo in rete sono ancora pochi, ma la tendenza complessiva è in crescita. Altro fattore guida è la marca: il 67,3 per cento è disposto a pagare di più per i prodotti della marca di fiducia”.

“È interessante notare – commenta Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis -come, più si ampliano offerta e canali, e più la marca assuma un ruolo di guida e di garanzia: gli italiani, compresi i Millennial, sono disposti a pagare di più per il prodotto di marca, soprattutto quando comprano alimenti salutistici (71,1 per cento), cibi pronti o semipronti (69,6 per cento), prodotti nei distributori automatici (71,3 per cento). E anche quando ordinano cibo cucinato a domicilio, dove quindi la marca è il ristorante o la piattaforma di acquisto”.

Check Also

Pubblicato il nuovo Bando per le Smart Grid

lE’ stato pubblicato il nuovo Bando per le Smart Grid destinato a supportare, con circa …

Si comunica a tutti gli incaricati, agli operatori e agli utenti che la sede nazionale dell’Unsic , sita a Roma in via Bargoni 78 (Trastevere), resterà

CHIUSA in data LUNEDÌ 27 GENNAIO 2020

per interventi di manutenzione Acea agli impianti del condominio.Tali inconvenienti comporteranno la sospensione sia della fornitura di energia elettrica sia idrica, rendendo di fatto impossibile lo svolgimento dell’attività lavorativa presso la sede.Scusandoci per il disagio dovuto a cause a noi indipendenti, informiamo che gli uffici riapriranno, regolarmente, in data Martedì 28 gennaio 2020, rispettando i consueti orari.