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Mucche senza segreti con il collare gps

muccheThe Truman Show in dimensione faunistica. Grazie ad un progetto comunitario e all’innovativo collare per la georeferenziazione degli animali al pascolo.

L’originale iniziativa, attivata in via sperimentale, è “made in Italy”, precisamente “made in Belluno” e ha per protagonista il Consorzio Bim Piave. Un’eccellenza in ricerca & sviluppo che rientra nel progetto “Foodie” (Farm oriented open data in Europe), sostenuto dalla Commissione europea, e che vede la partecipazione di partner appartenenti a diversi Paesi, quali Austria, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Turchia.

Il progetto “Foodie”, nell’ambito del Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico della Commissione europea, parte dalla consapevolezza che anche in ambito agricolo è notevolmente cresciuta la mole di informazioni, spesso provenienti da fonti eterogenee. Da qui la necessità di raccogliere nel migliore dei modi, stoccare, analizzare e spesso condividere flussi di dati che si presentano con strutture, formati, interfacce e sistemi talvolta incompatibili. Il punto chiave del progetto “Foodie” è proprio nella condivisione delle informazioni grazie ad una piattaforma comune dove interagire e collaborare in modo integrato. Alla base c’è lo scambio di dati per il sostegno alla pianificazione dei processi decisionali.

Sulla piattaforma comune finisce un po’ di tutto: numeri, come i dati di campionamento o di resa, ma anche immagini satellitari, mappe, indicatori di vario genere. Alcuni elementi vengono ottenuti da sensori in azienda, informazioni utili non soltanto per la produttività, ma anche per l’ambiente, il suolo, la biodiversità.

Tra i progetti più originali c’è il prototipo di collare per georeferenziare gli animali al pascolo. Una sperimentazione avviata con il bestiame dell’imprenditore agricolo Orazio Da Rold di Tisoi (Belluno). Le apparecchiature sono prodotte da un partner della Repubblica Ceca e permettono, tramite il Gps, di conoscere la posizione degli animali. Questo favorisce il lavoro dell’allevatore, che è così in grado non solo di monitorare gli animali, ma di conoscere anche le loro preferenze nella scelta del pascolo, migliorando quindi la produzione.

 

(G.C.)

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