
Nel 2025 sono ben 78 le nuove imprese che l’Agenzia delle entrate ha ammesso al regime di adempimento collaborativo, noto anche come cooperative compliance, elevando il totale a 221 i soggetti aderenti. Queste new entry includono realtà importanti nei settori finanziario, farmaceutico, automobilistico ed energetico, che avevano presentato istanza nel 2024 e ricevuto il via libera grazie al decreto correttivo Irpef-Ires (Dlgs n. 192/2025).
Queste aziende, in possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi, potranno presentare la certificazione del rischio fiscale entro il 30 settembre 2026, grazie alle nuove regole del decreto. Introdotto nel 2015 dal Dlgs n. 128/2015, il regime di adempimento collaborativo promuove dialogo trasparente tra fisco e contribuenti per prevenire rischi fiscali e a rafforzare la certezza del diritto e l’affidabilità del sistema tributario.
La soglia dimensionale prevista per l’accesso è stata progressivamente abbassata nel corso degli anni, fino a comprendere, dal 2026, le imprese con un volume d’affari minimo di 500 milioni di euro e, dal 2028, anche quelle con ricavi pari ad almeno 100 milioni. A quel punto la platea potenziale supererà le 11 mila aziende su scala nazionale.
Gli ingressi sono quadruplicati negli ultimi tre anni: da 19 nel 2023 a 31 nel 2024 e 78 nel 2025. Le imprese aderenti rappresentano oltre 49 miliardi di euro di imponibile e operano in comparti chiave come alimentare, moda, trasporti e public utilities. L’elenco completo è pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori

