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Al via la norma per i rischi di avvocati e commercialisti

E’ stata presentata a Roma la nuova norma tecnica UNI 11871:2022 promossa da Cassa Nazionale ForenseUNI Ente Italiano di Normazione e ASLA Associazione italiana degli Studi Legali Associati, la prima che, a livello nazionale ed europeo, definisce i “Principi organizzativi e gestione dei rischi connessi all’esercizio della professione per la creazione e protezione del valore”. 

Alla presentazione, che ha coinvolto una platea di oltre 150 persone tra presenti e collegati da remoto, sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente di Cassa Nazionale Forense, Valter Militi, il Vicepresidente del Consiglio Nazionale ForenseFrancesco Greco, il Presidente di UNI (Ente Italiano di Normazione), Giuseppe Rossi, il Presidente di ASLA (Associazione Studi Legali Associati), Giovanni Lega, il Direttore Generale di ACCREDIA (Ente Unico Nazionale di Accreditamento), Filippo Trifiletti, il Consigliere e Direttore di CONFORMA (Associazione Organismi Certificazione Ispezione Prove Taratura), Paolo Giuiuzza.

Modernizzare e ottimizzare la gestione degli studi, ma anche facilitare l’individuazione delle principali aree di rischio per l’attività professionale, favorendo l’adozione di strumenti utili a contenerle e supportando la creazione e protezione del valore sono tra le finalità principali della nuova norma che permetterà agli Studi di ottenere, sulla base di questi criteri, una certificazione di conformità rilasciata da enti competenti, utile ad avere accesso a incarichi professionali nell’ambito di appalti e bandi di gara, pubblici o privati. Questa “certificazione di qualità” potrebbe inoltre portare a una riduzione dei costi relativi alle coperture assicurative obbligatorie per le responsabilità connesse all’esercizio delle professioni di avvocato e commercialista.

Rivolgendosi a tutti i professionisti del settore che operano in forma individuale o associata, la norma riguarda, quindi, un bacino totale di utenza potenziale di oltre 360mila liberi professionisti, composto dai 241.830 avvocati (fonte: Cassa nazionale Forense, I numeri dell’Avvocatura 2021) e dai 120.269 commercialisti (fonte: Fondazione nazionale dei commercialisti, Rapporto sull’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili 2022).

Diverse sono le linee direttrici principali della nuova norma che riguardano essenzialmente l’organizzazione e i rapporti interni allo Studio, la relazione con i clienti, ma anche la tutela dell’ambiente e il rispetto delle condizioni igieniche necessarie alla tutela della salute.

Tra gli elementi più significativi e di aggiornamento della norma UNI 11871:2022 rispetto alla precedente prassi di riferimento UNI/PdR 33: 2017 la centralità delle policy in materia di sostenibilità degli Studi, nelle 3 aree fondamentali della tutela dell’ambiente, della sfera lavorativa e dell’intervento sul sociale.

Riguardo la prima area, ovvero quello della sostenibilità ambientale, gli strumenti fondamentali previsti dalla norma riguardano la digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti, sull’utilizzo di materiali riciclati ed ecosostenibili, impegnandosi nella differenziazione dei rifiuti ed evitando gli sprechi (alimentari, idrici, elettrici), fino all’utilizzo nell’ambito dello Studio di fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti. Rientra in questo obiettivo anche l’incentivo al ricorso a una mobilità a basso impatto per tutti i componenti dello studio.

Dal punto di vista lavorativo, i principi di sostenibilità si concretizzano nella facilitazione delle modalità di svolgimento dei compiti anche a distanza, favorendo il diritto alla disconnessione per i professionisti e il personale di Studio, secondo criteri di correttezza, ragionevolezza e rigoroso rispetto delle norme applicabili.

Infine, sul piano sociale vengono valorizzati gli interventi promossi dallo Studio per la valorizzazione dei territori, il sostegno a enti e associazioni senza scopo di lucro con finalità sociali e assistenziali, così come le attività di difesa, assistenza e/o consulenza gratuite, ovvero le attività pro-bono, sia per soggetti o categorie di soggetti indigenti che per gruppi o istituzioni che operano nel pubblico interesse.

Lo Studio deve inoltre promuovere pari opportunità e inclusività tra i suoi componenti, non solo assicurando loro percorsi di formazione e crescita interna, ma anche utilizzando un linguaggio inclusivo “idoneo – come si legge nel testo della norma – a riconoscere e ricomprendere tutte le individualità presenti nello Studio, evitando stereotipi di genere e provenienza e consentendo, ove richiesto, l’utilizzo dei termini professionali regolarmente declinati sia al maschile che al femminile”.

Anche la tutela della vita familiare rientra tra i principi che lo Studio è chiamato a valorizzare, tenendo in considerazione le esigenze genitoriali dei suoi componenti, oltre al rispetto di quanto previsto dalla normativa per i dipendenti (per esempio congedi di maternità, permessi per motivi familiari e quant’altro stabilito per legge o per contratto). prevedendo ulteriori benefici su base volontaria, come, ad esempio periodi di assenza retribuita nella fase iniziale della vita genitoriale e facilitazioni nell’assegnazione di incarichi adeguati per complessità e tempistiche, orari flessibili e possibilità di lavoro a distanza, da estendersi anche ai professionisti, compatibilmente con le esigenze organizzative e le caratteristiche operative dello Studio.

Anche alla luce dell’esperienza pandemica, particolare attenzione viene, infine, dedicata alla tutela sanitaria per la quale una corretta gestione degli Studi deve prevedere un ambiente di lavoro salubre e sicuro, nel pieno rispetto formale e sostanziale delle normative di volta in volta applicabili, adottando misure preventive e protettive generalizzate ed efficaci.

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Sulla Cassa Forense:

La Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense è l’ente previdenziale italiano presso cui sono obbligatoriamente assicurati tutti gli avvocati italiani iscritti agli Albi forensi. La Cassa garantisce le tutele previdenziali e assistenziali ai professionisti iscritti ed è sottoposta alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero della giustizia.

Su UNI:

È un’associazione senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 4.000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, pubbliche amministrazioni. Da cento anni svolge attività di normazione tecnica in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche (prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo, servizio o professione, secondo lo “stato dell’arte” e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. In sintesi sono documenti che definiscono “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. Il ruolo di UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dal Decreto Legislativo n° 223/2017 sulla normazione tecnica. UNI partecipa, in rappresentanza dell’Italia, all’attività di normazione internazionale ISO ed europea CEN.

Su ASLA:

L’Associazione italiana degli Studi Legali Associati (ASLA) riunisce tutti gli studi legali operanti in Italia in forma associata che intendono confrontarsi su problematiche comuni, sviluppare e promuovere modelli organizzativi innovativi per l’esercizio dell’attività dei propri studi membri e dei professionisti che ne fanno parte, avvocati e dottori commercialisti.

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