
Prosegue a ritmo sostenuto l’iniziativa legislativa del Cnel, con l’approvazione di tre nuovi disegni di legge, in materia di collocamento delle persone con disabilità, accesso alla pratica sportiva e promozione di stili di vita sani. I provvedimenti sono stati approvati nel corso dell’assemblea svoltasi oggi, 25 marzo 2026.
La prima proposta di legge mira a rafforzare le politiche di inclusione lavorativa delle persone con disabilità e garantire dignità e pari opportunità per tutti. “Parlare di vera inclusione significa garantire che nessuno venga lasciato indietro, specialmente in quel momento cruciale in cui un giovane con disabilità deve poter transitare dalla protezione del mondo scolastico a quello produttivo – ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta. “Questo Disegno di legge affronta una priorità assoluta e una sfida di civiltà, cioè trasformare la disabilità da una questione puramente assistenziale a un grande tema di valorizzazione dei talenti e del capitale umano. Per farlo, serve una grande alleanza tra istituzioni nazionali e territoriali, imprese, scuola, sindacati e Terzo settore. Solo costruendo una rete solida possiamo abbattere quelle barriere culturali e burocratiche che ancora precludono a troppi cittadini il diritto fondamentale di costruire il proprio progetto di vita”.

In particolare, il Ddl interviene in materia di accordi territoriali per il collocamento mirato, favorendo il coinvolgimento di una rete ampia e strutturata di soggetti: gli uffici competenti per il collocamento mirato, gli uffici scolastici territoriali e le università, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale, i centri di formazione professionale, le cooperative sociali, le associazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari, nonché gli ITS Academy e le organizzazioni del Terzo settore impegnate sui temi dell’inclusione lavorativa. L’obiettivo è costruire percorsi di accompagnamento più efficaci e coordinati, capaci di sostenere i giovani con disabilità nel delicato passaggio dalla formazione al lavoro e di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sistema educativo, mondo produttivo e realtà del Terzo settore.

“Il Disegno di legge approvato oggi dal Cnel, che modifica l’art. 1 del d.lgs. 151/2015, è un altro passo in avanti per rendere il sistema Paese sempre più rispondente ai bisogni delle cittadine e dei cittadini con disabilità – ha sottolineato il consigliere Vincenzo Falabella, promotore della proposta. Il Ddl interviene su uno dei nodi più critici: la transizione dalla scuola al lavoro. L’Italia dispone, infatti, di un sistema di inclusione scolastica riconosciuto a livello internazionale, fondato sulla piena partecipazione degli studenti con disabilità alla vita della comunità scolastica. Tuttavia, al termine del percorso educativo, molti giovani con disabilità e le loro famiglie si trovano ad affrontare una fase particolarmente complessa. Il passaggio dalla scuola al lavoro rischia spesso di trasformarsi in un vero e proprio ‘baratro inclusivo’, nel quale l’uscita dal contesto scolastico non è accompagnata da strumenti altrettanto efficaci di accompagnamento verso l’occupazione. È per affrontare queste criticità che abbiamo predisposto la proposta di legge. Il Cnel conferma così il proprio impegno nel promuovere politiche pubbliche orientate all’inclusione, alla partecipazione e alla piena valorizzazione delle competenze delle persone con disabilità nel mercato del lavoro”.
La seconda proposta legislativa approvata all’unanimità dall’Assemblea nella seduta odierna è un Ddl delega per l’istituzione del sistema unico nazionale di sostegno all’accesso alla pratica sportiva. La proposta di legge è finalizzata a rendere lo sport più accessibile a tutte le persone, con una particolare attenzione ai giovani e a coloro che si trovano in condizioni di svantaggio, come disabili e comunità delle aree periferiche e interne del Paese. L’iniziativa nasce dall’esigenza di superare la frammentazione delle misure attualmente vigenti – statali, regionali e locali – e di valorizzare il ruolo delle comunità territoriali, del Terzo settore e del servizio civile universale. La delega prevede la creazione di un Comitato tecnico interistituzionale con il compito di programmare, coordinare e monitorare le politiche nazionali e territoriali in materia. L’iniziativa si inquadra in una strategia più ampia di valorizzazione dello sport come strumento d’integrazione sociale e di formazione, nonché un volano per la diffusione di valori fondamentali quali la lealtà, l’impegno, lo spirito di squadra e il sacrificio.

“Lo sport, praticato in tutte le sue forme, assume sempre più un importante ruolo formativo, di inclusione e di dialogo culturale, in sintonia con quanto sancito dalla nostra Costituzione, che evidenzia il valore dello sport, come elemento di crescita individuale e collettiva – ha detto il consigliere Emilio Minunzio, relatore del ddl. “Il disegno di legge che abbiamo approvato oggi si collega anche alle normative europee che vedono nello sport uno strumento fondamentale per favorire la coesione sociale, la prevenzione delle problematiche sociali e la promozione della salute pubblica. La creazione di un sistema unico nazionale di sostegno all’accesso alla pratica sportiva può rendere più semplice, equo e coordinato l’insieme delle misure oggi esistenti per favorire la partecipazione allo sport”.
Infine il terzo Ddl che ha avuto il via libera dei consiglieri Cnel è una delega al governo per la promozione di stili di vita sani, attivi e responsabili. L’iniziativa legislativa nasce dalla volontà di sostenere politiche di prevenzione della salute durante l’intero ciclo di vita delle persone, rafforzando l’efficacia delle misure esistenti attraverso la definizione di un quadro unitario di interventi e un approccio integrato e coordinato. La delega riguarda in primo luogo il sostegno all’attività fisica sportiva, l’educazione permanente in materia di alimentazione, la realizzazione di campagne informative da svolgere in ambito scolastico e nei luoghi di lavoro. Previsto il pieno coinvolgimento delle parti sociali, delle agenzie educative e delle aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP). Un articolo della norma istituisce la “Giornata nazionale per gli stili di vita sani, attivi e responsabili”, individuata nel 28 novembre di ogni anno in memoria di Umberto Veronesi.
“La chiave per garantire la sostenibilità del sistema sanitario e di welfare è quella di abbracciare un approccio pienamente olistico, che metta al centro la persona e che punti su stili di vita sani lungo tutto l’arco dell’esistenza dell’individuo – ha dichiarato il presidente Brunetta. “Il Disegno di legge ha l’obiettivo di proporre un modello basato su stimoli, cultura e formazione in maniera coordinata, dall’educazione alimentare alla valorizzazione dell’attività fisica, fino alla prevenzione nei luoghi di lavoro. Quella degli stili di vita è una partita vitale che possiamo vincere solo coinvolgendo tutte le espressioni della società civile e i corpi intermedi. Più benessere significa più crescita e più produttività per l’intero Sistema Paese”.

Ha aggiunto il consigliere Francesco Riva, relatore del provvedimento: “Esprimo tutto il mio apprezzamento per l’approvazione del Disegno di legge delega sugli stili di vita, nato per favorire il benessere delle persone intervenendo su un’ampia gamma di ambiti, dall’alimentazione allo sport, dalla formazione alle attività di sensibilizzazione. Sono misure rivolte all’intera popolazione, indipendentemente dall’età anagrafica, dal genere, dalle condizioni di disabilità e dalla presenza di una qualche forma di limitazione dell’autonomia personale. La prevenzione è la chiave di volta per garantire una buona salute, ridurre i rischi e contrastare il decadimento fisico. Questo vuol dire migliorare la vita dei cittadini, giovani e anziani, e al tempo stesso contribuire alla sostenibilità del welfare. L’approvazione del Ddl rappresenta per il Cnel un momento importante, che valorizza la sua funzione unificante, di ascolto, dialogo e ricomposizione delle istanze dei corpi intermedi, individuando un percorso comune da percorrere in sinergia e aggregando tutte le forze disponibili, come è stato quando siamo intervenuti in materia di oblio oncologico”.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
