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Aziende, formazione e lavoro al centro dell’incontro al Senato

La formazione delle nuove generazioni deve essere finalizzata alla loro futura occupabilità e a un adeguato posizionamento nel mondo del lavoro. Si è discusso di questo nella conferenza “La formazione e le nuove opportunità professionali a supporto dell’occupazione giovanile” che si è tenuta martedì 4 aprile presso la Sala Caduti di Nassirya al Senato, su iniziativa della senatrice Elena Murelli – Capogruppo Lega in Commissione Lavoro, Sanità, Affari Sociali e Previdenza, nonché membro della Commissione Politiche europee.

In qualità di relatori sono intervenuti diversi esperti del settore, tra i quali il professore Antonello Garzoni, Magnifico Rettore dell’Università LUM di Bari, Massimiliano Maini, amministratore delegato del gruppo Sixt Italia e fondatore della Sixt University, Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis spa e presidente Assosomm, e Alessandro Cianciaruso, amministratore delegato del gruppo SEAS (South East Aviation Services).

L’incontro ha permesso il confronto e l’analisi sulle sfide attuali del mercato del lavoro per i giovani e la presentazione delle nuove opportunità che la formazione professionale può offrire per supportare l’occupazione giovanile. Gli oratori seduti al tavolo hanno condiviso con i presenti in sala, esperienze e conoscenze sui temi in discussione, proponendo soluzioni e best practices per superare questo momento di crisi occupazionale.

La mattinata di lavoro si è aperta con l’intervento della senatrice Murelli, che ha rilanciato l’importanza dell’innovazione della formazione a partire dalla scuola primaria con insegnamento non solo delle materie di base ma anche delle soft skills, per poi avvicinarsi sempre di più alle superiori alle professioni con la formula del learning by doing.

“Le università dovrebbero essere sempre più create per una formazione interdisciplinare propedeutica al lavoro – ha spiegato la senatrice – dove la collaborazione con le aziende per creare profili professionali adeguati è all’ordine del giorno. Tuttavia serve anche un approccio innovativo e open mind verso i giovani e l’innovazione da parte degli imprenditori, specialmente le Pmi, per renderle più competitive nel mercato concorrenziale anche in contesti sempre più Internazionali”.

Posta particolare attenzione alle tendenze attuali del mercato del lavoro per i giovani, alle lacune nella formazione e nella preparazione professionale e soprattutto alle opportunità emergenti nel mondo del lavoro, come le iniziative di formazione e di sviluppo professionale gestite direttamente dalle imprese, che possono agevolare i giovani a trovare la propria identità professionale e a collocarsi più velocemente.

A tal proposito l’imprenditore Massimiliano Maini, AD Sixt Italia, gruppo internazionale che opera nel settore dell’autonoleggio, ha portato il suo contributo illustrando i dati di una ricerca interna.

“Nel panorama deII’autonoIeggio abbiamo calcolato che in Europa, se prendiamo come riferimento la sola stagione estiva dello scorso anno, migliaia di posti di Iavoro che avrebbero potuto essere coperti, sono in realtà rimasti vacanti. Di queste migliaia di posti, una parte riguarda ovviamente anche il nostro Paese. Ne abbiamo conferma anche dall’Istat che ci dice che a maggio 2002, cioè un attimo prima della stagione estiva, c’erano 4 milioni e trecentomila giovani inattivi di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Potenzialmente un bacino di oltre 4 milioni di persone che potrebbero essere impiegate. Un recente report interno a SIXT rent a car srl, conferma il dato della retention interna al 90 per cento. Ciò indica che il 90 per cento di chi entra nel settore del noleggio auto e in particolare in SIXT, non manifesta intenzione di andare via”.

È proprio da queste considerazioni che nasce il progetto Sixt University, che offre corsi gratuiti da seguire online e poi stage in azienda retribuiti in Italia o in Europa che hanno concrete possibilità di evolvere in contratti di lavoro stabili.

“Dietro l’idea di Sixt University – ha spiegato Maini – c’è la volontà di inventare qualcosa che non c’era ma che potrà essere molto utile per colmare dei vuoti in alcuni percorsi di sviluppo. Si delinea come un progetto innovativo anche in confronto a molti percorsi formativi che, nel nostro Paese, accompagnano chi si forma attraverso la parte di competenze teoriche ma non lasciano molte opportunità per mettersi in gioco concretamente. In Sixt University la connessione con la pratica è diretta e fondamentale e offre anche la possibilità di applicare subito quello che hai imparato: in sostanza, offre lavoro. Potenziare le competenze di base e sviluppare competenze specialistiche in alcuni settori, può portare a una crescita dell’occupazione in generale”. Grazie a questo progetto, Sixt Italia assumerà circa 500 risorse entro la fine del 2023.

Il professore Antonello Garzoni, Magnifico Rettore dell’Università LUMLibera Università Mediterraneo, nel suo intervento ha sottolineato la necessità di un ritorno alla conoscenza certificata per non scadere in un’offerta formativa generalizzata. Questa considerazione parte dalla constatazione che “serve un cambio di paradigma, bisogna ridurre il gap di linguaggio tra il mondo accademico e quello imprenditoriale. Nella nostra università abbiamo già iniziato a lavorare con le imprese e la digitalizzazione è un insegnamento trasversale presente in tutti i percorsi accademici. Sosteniamo l’acquisizione delle lingue straniere e promuoviamo progetti Erasmus; a nostra volta ospitiamo studenti provenienti da altri Paesi. È importante ripensare le modalità di apprendimento ed essere in grado di stimolarle attivamente. Il modello educativo della LUM punta su un forte connubio tra sapere accademico e conoscenze applicate, favorito da un dialogo continuo con professionisti ed esperti negli ambiti economici, giuridici, tecnologici ed enogastronomici”. E i risultati non mancano di certo. “Il 98 per cento degli studenti della LUM si ritiene soddisfatto del proprio percorso accademico – ha dichiarato il Magnifico Rettore – e 8 studenti su 10 risultano occupati a un anno dalla laurea. Abbiamo il 94 per cento di placement, cioè la possibilità di trovare un lavoro al termine del percorso di studi. Altro dato importante è il tasso di imprenditorialità, infatti il 16 per cento dei nostri laureati apre nuove imprese. È il tasso più alto di tutte le università italiane”.

Fondata nel 1995 dal senatore, pensatore illuminato, giornalista e imprenditore Giuseppe Degennaro, l’Università LUM pone al centro del suo agire la formazione di eccellenza delle nuove generazioni di giovani meridionali, armonizzata ai più alti standard nazionali ed internazionali, quale volano per la crescita culturale delle nuove classi dirigenti e produttive assolutamente indispensabile per favorire il rilancio economico e sociale del Mezzogiorno. L’Ateneo lavora per integrare proficuamente le competenze dei ricercatori, lo slancio degli imprenditori e la volontà programmatica degli Amministratori pubblici per promuovere la crescita socio-economica del territorio in cui è insediato, operando come attrattore della conoscenza esterna ed elaboratore di nuova progettualità, partecipando in modo proattivo all’ideazione e realizzazione delle politiche di sviluppo territoriale definite secondo le logiche della “specializzazione territoriale intelligente”.

Attualmente la LUM è suddivisa in tre dipartimenti: Medicina e Chirurgia, Management Finanza e tecnologia e Scienze giuridiche e dell’impresa. L’offerta formativa dispone di otto corsi di laurea: il Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Corso di Laurea in Infermieristica, il corso di Laurea in Economia e Organizzazione Aziendale, Laurea Magistrale in Economia e Management, il corso di Laurea in Ingegneria Gestionale, il corso di laurea in Diritto delle Amministrazioni Pubbliche, il corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e il corso di Laurea in Enogastronomia e Hôtellèrie Internazionale.

“Mi chiamo Rosario e vivo a Varese – questa la presentazione di Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis Spa e presidente Assosomm – per spiegare l’importanza del voler fare perché non è impossibile rompere la cosiddetta “catena del destino”.

“Vengo da una famiglia di operai che si sono trasferiti dal Sud per andare a lavorare in fabbrica. Io però non volevo a mia volta diventare operaio, volevo fare altro”. E sicuramente c’è riuscito. Alla fine degli anni Novanta apre la prima agenzia interinale e ora, Openjobmetis è un’Agenzia per il Lavoro attiva nella somministrazione, ricerca, ricollocazione e formazione del personale e conta più di 150 filiali in Italia, con oltre 750 dipendenti e 9 mila aziende clienti. Rasizza ha parlato di dispersione scolastica, dei Neet “che potremmo anche definire come i giovani che stiamo perdendo”, che rappresentano in Italia il 25,1 per cento della popolazione tra i 15 e i 34 anni (circa 3 milioni di giovani). “La formazione dovrebbe essere finalizzata all’assunzione. Relazionarsi con le scuole diventa strategico affinché la formazione sia al passo con i tempi e funzionale ad un inserimento lavorativo. Anche noi destiniamo il 2 per cento del nostro fatturato, circa 16 milioni, nella formazione aziendale”.

L’ultimo a prendere la parola è stato Alessandro Cianciaruso, amministratore delegato del gruppo SEAS (South East Aviation Services) e fondatore di AEA Aircraft Engineering Academy. La SEAS è una società di servizi aeronautici specializzata nella manutenzione degli aeromobili e nella gestione delle operazioni a terra in Italia e all’estero. Il Ceo di SEAS ha posto l’attenzione sulle mutate esigenze delle aziende, non accompagnate da adeguati cambiamenti all’interno del sistema scolastico. “C’è uno scollamento tra ciò di cui hanno bisogno le imprese e le effettive capacità dei giovani di rispondere a queste necessità”. È per questo che tanti gruppi imprenditoriali hanno iniziato a farsi carico della formazione. “Nei contesti aziendali la cultura della formazione da basilare si è trasformata in un programma di azione indispensabile per garantire la crescita della conoscenza a carattere professionale e il continuo aggiornamento delle competenze acquisite. Nel settore aeronautico soprattutto contraddistinto da avanzamento tecnologico continuo, è necessario rispondere al fabbisogno di tecnici specializzati, ai quali è demandato il compito di operare con la massima precisione ai fini della funzionalità e della sicurezza del mezzo aereo. Proprio per questo si è deciso di creare un’accademia che fornisse il percorso formativo propedeutico all’ingresso formativo in azienda”.

Rosario Rasizza, Massimiliano Maini, Elena Murelli, Antonello Garzoni, Alessandro Cianciaruso

Guarda il video con le interviste dei relatori.

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