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Covid, contagi in salita e prospettiva terza dose

Il vaccino è meno efficace di quanto si ipotizzava e così, anche in Italia, servirà fare una terza dose ad appena sei mesi dalla seconda. È quanto emerge dalle rilevazioni effettuate soprattutto ad Israele, dove già oltre la metà della popolazione ha ricevuto la terza dose dopo aver registrato cadute di efficacia a partire già dal terzo mese dall’inoculazione della seconda.

Anche nel nostro Paese, come in molte nazioni europee, il numero dei contagi è in salita, così come i ricoveri e le terapie intensive. Ormai, nei giorni ordinari, il numero ha oltrepassato le cinquemila unità. Tanti sono i non vaccinati, ma anche i vaccinati sono in crescita e non mancano decessi tra coloro che si sono vaccinati a marzo, come è successo ad esempio nelle Marche.

Si moltiplicano anche i cluster: in provincia di Padova si registrano numerosi casi nella zona termale, con sette gli alberghi interessati dai contagi, ma anche nelle scuole (34 classi in quarantena) e nella Rsa di Conselve (Padova), con 60 ospiti positivi. Il focolaio di Trieste ha raggiunto i 140 contagiati, cinque con ricovero ospedaliero.

In Molise è morto un sacerdote di 60 anni, secondo fonti locali aveva contratto il virus per la seconda volta.

In base ai dati dell’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, i nuovi casi di Covid-19 in Italia sono aumentati del 16,6 per cento nella settimana 27 ottobre-2 novembre, rispetto alla precedente (da 25.585 a 29.841), crescono anche i ricoveri (più 388, più 14,9 per cento), le terapie intensive (più 44, più 12,9 per cento) e i decessi (da 249 a 257).

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