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Ia e lavoro, Unioncamere: matematici e analisti tra le figure più difficili da trovare

Con la pubblicazione del primo documento “Verso l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro – Raccolta di contributi a supporto dell’avvio dei lavori dell’Osservatorio” continua il lavoro del ministero del Lavoro orientato alla realizzazione dell’Osservatorio Ia, destinato a diventare uno strumento strategico per monitorare i fenomeni in atto e orientare politiche formative e occupazionali in grado di rispondere alle nuove esigenze del mercato.

Il documento è una raccolta strutturata di contributi eterogenei che accompagna la fase preliminare di avvio dell’Osservatorio nazionale dedicato all’impatto dell’Ia sull’occupazione. Tra questi, figura quello di Unioncamere, che accende i riflettori sulle competenze digitali e sulle professioni più difficili da reperire nel mercato del lavoro italiano, delineando uno scenario in cui la domanda di figure altamente qualificate supera ampiamente l’offerta.

Il testo pubblicato dal ministero rappresenta una base conoscitiva per l’avvio dei lavori dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. L’obiettivo è offrire una pluralità di punti di vista sui principali ambiti di incidenza dell’Ia, attraverso l’analisi di dati, rassegne e studi, casi applicativi e approfondimenti sulle implicazioni per il mercato del lavoro.

In questo quadro, il focus Unioncamere concentra l’attenzione sulle competenze digitali, in particolare sull’utilizzo delle tecnologie internet, sulla capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale, sull’utilizzo di metodi matematici e informatici e sulla gestione di soluzioni innovative per automatizzare i processi.

Vengono prese in esame le figure professionali con almeno 2mila entrate programmate nel 2025, per le quali le imprese segnalano maggiore difficoltà di reperimento e per cui, in almeno l’80% delle entrate, viene attribuito alla competenza un grado di importanza elevato.

Le maggiori criticità di reperimento riguardano:

  • matematici, statistici e analisti dei dati (80,2%);
  • progettisti e amministratori di sistemi (78,8%);
  • ingegneri dell’informazione (74,3%);
  • manutentori e riparatori di apparati elettronici industriali (72%);
  • disegnatori industriali (70,9%);
  • analisti e progettisti di software (69%).

Un dato che evidenzia come la trasformazione digitale coinvolga non solo le professioni Ict, ma anche il comparto degli operai specializzati. La competenza nell’utilizzo di metodi matematici e informatici, richiesta con elevato grado di importanza, risulta particolarmente difficile da reperire evidenziando come le capacità digitali avanzate siano sempre più trasversali, incidendo anche su ambiti tradizionalmente non percepiti come strettamente legati all’Ia.

Quando si parla di abilità nel gestire soluzioni innovative per innovare e automatizzare i processi, emergono due professioni non presenti per le altre competenze. Sono i meccanici e gli attrezzisti navali (98,5%) e gli specialisti in terapie mediche (89,5%). Un quadro che evidenzia come l’automazione e l’innovazione dei processi richiedano competenze altamente specialistiche, difficili da intercettare sul mercato.

Le imprese continuano a registrare forti difficoltà nel reperire profili Stem come fisici e astronomi (93,6%), ingegneri elettrotecnici (91,8%), specialisti in terapie chirurgiche (85,5%).

Nell’ambito delle professioni tecniche con competenze digitali integrate risultano difficilmente reperibili i tecnici del risparmio energetico e delle energie rinnovabili (90,1%), tecnici della conduzione di impianti produttivi in continuo (89,7%), periti, valutatori di rischio, liquidatori (72%).

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