
“Con gli Isac inauguriamo una nuova stagione nella lotta al lavoro sommerso introducendo un meccanismo di compliance che valorizza le imprese corrette e aiuta a prevenire le irregolarità prima che si trasformino in violazioni, dando seguito alle richieste della Commissione europea nell’ambito del Pnrr. Una misura sperimentale che ci permette di passare da un approccio puramente repressivo a un sistema fondato sulla collaborazione e sulla trasparenza. L’obiettivo è duplice: tutelare i lavoratori e garantire una concorrenza leale, accompagnando le imprese in un percorso di crescita e responsabilità”. È il commento della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone sull’adozione del decreto interministeriale, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, che introduce gli Indici sintetici di affidabilità contributiva (Isac), un nuovo strumento pensato per favorire la compliance delle imprese.
La misura non nasce come meccanismo di controllo o sanzione, ma come un sistema di prevenzione e collaborazione tra Stato e sistema produttivo. L’obiettivo è promuovere una corretta contribuzione e rafforzare il contrasto al lavoro sommerso attraverso strumenti basati sulla trasparenza e sulla cooperazione.
L’introduzione degli Isac era stata richiesta dalla Commissione europea nel 2021 nell’ambito del Pnrr per migliorare l’efficacia delle politiche di emersione e rafforzare la capacità preventiva dell’amministrazione pubblica.
Gli Indici sintetici di affidabilità contributiva si basano sull’integrazione delle banche dati di Inps, Agenzia delle entrate e Ispettorato nazionale del lavoro. Grazie a questa infrastruttura interoperabile, sarà possibile individuare eventuali scostamenti rispetto ai parametri di affidabilità contributiva. In questi casi, i datori di lavoro potranno ricevere comunicazioni di compliance che consentiranno di regolarizzare spontaneamente la propria posizione.
Per le imprese che risultano pienamente affidabili è invece previsto un sistema di premialità, che comprende anche una riduzione dei controlli ordinari. Il decreto prevede una prima fase sperimentale che prenderà avvio nel 2026. Inizialmente gli Isac interesseranno due comparti: il commercio all’ingrosso alimentare e i servizi alberghieri ed extra-alberghieri.
Successivamente il sistema verrà esteso progressivamente ad almeno altri sei comparti economici entro il 31 agosto 2026, arrivando a coinvolgere complessivamente otto settori. La scelta dei comparti non implica alcuna valutazione sul loro andamento o sul livello di irregolarità.
Gli Isac non sostituiscono gli strumenti di vigilanza già previsti dalla normativa vigente. Piuttosto, li affiancano introducendo un approccio diverso nella lotta al lavoro sommerso. Accanto al tradizionale sistema di controllo e sanzione, il nuovo modello punta a costruire un contesto basato su prevenzione, collaborazione e valorizzazione dei comportamenti virtuosi.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
