
Rafforzare la competitività dell’industria europea e accelerare la transizione verso tecnologie a basse emissioni di carbonio. È l’obiettivo della proposta legislativa adottata dalla Commissione europea, denominata Industrial Accelerator Act (Iaa), punta ad aumentare la domanda di prodotti e tecnologie “Made in Eu” a basse emissioni, sostenendo allo stesso tempo la crescita delle imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro nel mercato unico.
Il regolamento sull’accelerazione industriale si inserisce nel contesto delle raccomandazioni contenute nella relazione di Mario Draghi sulla competitività europea e mira a rafforzare la base industriale dell’Unione in un periodo segnato da crescente concorrenza globale e da una maggiore dipendenza da fornitori di Paesi terzi in settori strategici.
Uno degli elementi centrali della legge è l’introduzione di requisiti mirati e proporzionati “Made in EU” e a basse emissioni di carbonio negli appalti pubblici e nei regimi di sostegno pubblico. Le nuove norme riguarderanno inizialmente alcuni settori strategici, tra cui: acciaio, cemento, alluminio, automobili, tecnologie a zero emissioni nette. Il quadro normativo potrà essere esteso in futuro anche ad altri comparti ad alta intensità energetica, come quello chimico.
La nuova normativa punta ad aumentare la creazione di valore all’interno dell’Ue e a consolidare il ruolo del settore manifatturiero nell’economia europea. Nel 2024 il comparto manifatturiero rappresentava il 14,3% del Pil dell’Unione europea, svolgendo un ruolo centrale nella resilienza economica, nell’innovazione e nella coesione sociale. Con l’Industrial Accelerator Act, l’Ue si pone l’obiettivo di portare la quota del manifatturiero al 20% del Pil entro il 2035.
Pur rimanendo uno dei mercati più aperti agli investimenti esteri diretti, l’Unione europea vuole garantire che i capitali stranieri contribuiscano concretamente allo sviluppo dell’economia interna.
Per questo l’Iaa introduce condizioni specifiche per i grandi investimenti superiori a 100 milioni di euro in settori strategici come:
- batterie
- veicoli elettrici
- fotovoltaico
- materie prime critiche
I progetti dovranno creare posti di lavoro di qualità, favorire il trasferimento di tecnologia e conoscenze e garantire un livello minimo di occupazione europea del 50%, assicurando che imprese e cittadini dell’Ue beneficino realmente dell’accesso al mercato unico.
Il regolamento sull’accelerazione industriale prevede anche una significativa semplificazione delle procedure autorizzative per i progetti industriali. Gli Stati membri dovranno istituire uno sportello unico digitale per le autorizzazioni, con termini chiari e con l’introduzione del principio della tacita approvazione in alcune fasi della procedura per i progetti di decarbonizzazione ad alta intensità energetica.
Il regolamento sull’Industrial Accelerator Act dovrà ora essere negoziato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea prima dell’adozione definitiva e dell’entrata in vigore.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
