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L’Ict italiano in rete: 12mila nuovi “.it” registrati nel 2021

Sono oltre 12mila i nuovi siti .it relativi al comparto ICT (Information and Communication Technology) registrati nel 2021. A comunicarlo è il Registro .it, anagrafe del web a targa italiana e organo dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Cnr-Iit), che nel 2017 ha istituito l’Osservatorio permanente ICT In the Net con lo scopo di analizzare la diffusione su internet dei vari settori appartenenti all’ICT.

L’Osservatorio tiene conto di alcune specifiche macroaree, ognuna rappresentante una categoria diversa di classificazione: commercio all’ingrosso e riparazione di apparecchiature ICT tra cui computer, periferiche e apparecchiature per le comunicazioni; fabbricazione di componenti elettronici e schede elettroniche, di computer e unità periferiche, di prodotti di elettronica di consumo audio e video, di supporti magnetici e ottici; newsinformazioni e blog (sempre mondo ICT); infine, telecomunicazioni e informatica, considerando dentro tale categoria produzione di software, consulenza informatica e altre attività connesse, come ad esempio quella di portali di ricerca web, di elaborazione dei dati e di hosting.

Più precisamente, sono 12.175 i nuovi siti .it registrati nel 2021 nel settore ICT, con una netta prevalenza di quelli afferenti alle Telecomunicazioni e all’Informatica (90,92%). Seguono quelli riguardanti il Commercio e la Riparazione (5,64%), le News e i Blog (2,63%) e la Fabbricazione (con meno dell’1%).

Si tratta di una prospettiva che rispecchia, sostanzialmente, la torta totale: al 30 aprile 2022 sono 132.803 i siti web .it concernenti l’ICT. Di questi, il segmento Telecomunicazioni e l’Informatica rappresenta il 70,7%.

Dall’analisi svolta, poi, si evince che la presenza del settore ICT è andata aumentando in Rete, con una crescita in cinque anni del 150%. Rispetto al quadro di partenza, inoltre, è possibile notare una maggior crescita della categoria Telecomunicazioni e Informatica (oggi al 70,6% rispetto al 47,4% del 2017), a discapito di Commercio e Riparazione (oggi al 21% rispetto al 48,1% alla panoramica d’inizio).

Questo spaccato, tanto breve quanto attuale e recente, ci restituisce un macrotrend piuttosto concreto e attendibile: l’ICT in Rete è diventata in cinque anni meno ‘hard’ e più ‘soft’, meno vendite e commercio di componenti o macchinari elettronici, più consulenza e sviluppo di spazi e sistemi virtuali di comunicazione – commenta Maurizio Martinelli, primo tecnologo del Cnr-Iit. “Il microtrend invece è l’altra faccia della torta, che potremmo quasi definire un paradosso: nel 2022 chi potrebbe vivere di Rete non si trova in Rete”.

Al 30 aprile di quest’anno sono 5.347 i siti .it registrati nel settore ICT. Di questi, di nuovo, il 73,70% fa riferimento a Telecomunicazioni e Informatica; il 17,52% a Commercio e Riparazione; il 6,12% a News e Blog; il 2,66% a Fabbricazione. Rispetto allo stesso quadrimestre del 2021 – con 6.919 .it registrati – si riscontra un calo del 22,72% nelle registrazioni.

L’ipotesi è che si tratti di una normalizzazione più che di un reale calo – prosegue Martinelli. “Un fisiologico assestamento dei numeri rispetto a un biennio di emergenza sanitaria in cui la Rete italiana in generale ha conosciuto un boost significativo per tutte le categorie produttive e commerciali (e non solo). Lo osserviamo anche nella demografia generale del .it tra il 2020 e il 2021. Questo apparente stop si traduce, tuttavia, in un fermento importante da non sottovalutare soprattutto per chi vuole adesso costruire una sua strada e un suo business in Rete”.

Da notare, infine, come al calo delle registrazioni corrisponda un aumento delle cancellazioni nel primo quadrimestre del 2022: 3.924 .it cancellati nel settore ICT. Si tratta di una situazione antitetica a quella verificatasi nei quattro mesi del 2021, quando i siti web .it cancellati erano 1.001.


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