
Dichiarato dal governo lo stato di emergenza nazionale a seguito dei gravi danni provocati dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito il Sud Italia a partire dal 18 gennaio 2026. La decisione è stata presa nel corso del Consiglio dei ministri, riunitosi ieri pomeriggio a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni.
La misura riguarda in particolare i territori della Calabria, della Sardegna e della Sicilia, duramente colpiti dagli eventi meteorologici estremi associati al passaggio del ciclone Harry. Le forti piogge e le mareggiate hanno causato una grave situazione di pericolo per la popolazione, oltre a ingenti danni a infrastrutture, litorali, abitazioni, attività economiche e servizi pubblici.
Nei giorni precedenti, la presidente Meloni aveva già presieduto una riunione operativa presso la sede della Protezione civile, alla presenza dei presidenti delle Regioni coinvolte e dei vertici istituzionali, per coordinare la risposta dello Stato all’emergenza maltempo nel Mezzogiorno.
Su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, il Consiglio ha deliberato lo stato di emergenza per una durata di dodici mesi. Il provvedimento consentirà di attivare procedure straordinarie e accelerare gli interventi di soccorso, messa in sicurezza e ripristino dei territori colpiti. L’individuazione dei Comuni interessati si basa sulle richieste presentate dalle Regioni e potrà essere ulteriormente specificata tramite ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione civile. Per far fronte ai primi interventi urgenti, disposto uno stanziamento iniziale di 100 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Le risorse saranno ripartite in parti uguali tra Calabria, Sardegna e Sicilia, in attesa di una valutazione completa dell’impatto economico e ambientale degli eventi calamitosi.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
