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Naspi e Dis-coll, aggiornati i limiti di reddito 2023 e 2024

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Con il messaggio n. 1414 del 9 aprile 2024, l’Inps ha aggiornato i limiti di reddito da lavoro subordinato, parasubordinato e autonomo riferiti agli anni 2023 e 2024 ai fini della compatibilità con le prestazioni di disoccupazione NaspI e Dis-coll.

L’aggiornamento arriva dopo le modifiche apportate dal decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216, relativamente all’ammontare del reddito escluso da imposizione fiscale (c.d. no tax area) previsto per i titolari di redditi di lavoro dipendente (cfr. la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 6 febbraio 2024).

In particolare:

  • il limite di reddito annuo da lavoro dipendente/parasubordinato è pari a 8.173,91 euro per l’anno 2023 (invariato rispetto al 2022);
  • il limite di reddito annuo da lavoro autonomo è pari a 5.500 euro per gli anni 2023 e 2024 (invariato rispetto al 2022);
  • il limite di reddito annuo da lavoro dipendente/parasubordinato è pari a 8.500 euro per l’anno 2024.

 Infine, l’Istituto ricorda che le prestazioni di lavoro occasionale, di cui all’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono compatibili e cumulabili con le prestazioni di disoccupazione NaspI e Dis-coll nel limite di 5.000 euro e che, in tale ipotesi, il percettore delle predette indennità non è tenuto a effettuare alcuna comunicazione all’Istituto circa il reddito annuo presunto.

Le indennità di disoccupazione Naspi e Dis-coll, pari al 75 per cento della retribuzione/reddito medio mensile, sono riconosciute ai lavoratori che hanno perduto involontariamente l’occupazione. Nello specifico la Naspi è riconosciuta a lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, compresi apprendisti; soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative; personale artistico con rapporto di lavoro subordinato; dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. La Dis-coll è rivolta a collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti alla Gestione separata presso l’Inps.

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