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Reddito di cittadinanza, le modifiche con la conversione del DL 4/2019

L’Inps dà il via libera alle modifiche per il reddito e la pensione di cittadinanza (legge di conversione 26/2019). I chiarimenti sono inseriti nella circolare numero 100/2019 dell’ente previdenziale. Durante l’iter di conversione in legge del decreto 4/2019 il legislatore ha, infatti, cambiato in diversi punti il quadro del reddito e della pensione di cittadinanza.

Modalità di pagamento della pensione

Tra le principali modifiche, la possibilità di ritirare la pensione di cittadinanza in contanti alle Poste o in banca, attraverso gli ordinari meccanismi di pagamento delle pensioni. Cioè non si dovrà necessariamente utilizzare la card del reddito. Tale novità non sarà immediata, in quanto conseguente ad uno specifico decreto del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, da emanarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione 26/2019.

Nuclei con disabili gravi

Più benefici per le famiglie in cui sono presenti disabili gravi o in condizione di non autosufficienza. L’incremento dell’importo massimo di reddito erogabile (in presenza di almeno quattro componenti) passa da 1.050 euro a 1.100 euro mensili e l’accrescimento della soglia limite di patrimonio mobiliare disponibile, come definito a fini Isee, per l’accesso al reddito o alla pensione. La soglia aggiuntiva collegata allo stato di disabilità viene portata a 5.000 euro o a 7.500 euro rispettivamente per ogni componente in condizione di disabilità media o grave. Viene, inoltre, consentita la possibilità di ottenere la pensione di cittadinanza anche nei confronti di quei nuclei familiari in cui ci siano componenti con meno di 67 anni in stato di grave disabilità o in condizione di non autosufficienza.

Beneficiari

Viene meno, inoltre, l’esclusione dal reddito, prevista dal decreto-legge prima della conversione, per i nuclei familiari che abbiano tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie. La legge di conversione, infatti, limita l’esclusione al solo componente disoccupato (non più al nucleo) che abbia presentato le dimissioni volontarie con riferimento ai dodici mesi successivi alla data delle dimissioni fatte salve le dimissioni per giusta causa, riducendo nella misura di 0,4 punti il parametro della scala di equivalenza ai fini del reddito di cittadinanza.

Stato di disoccupazione

L’articolo 4, comma 15-quater del DL 4/2019 come modificato dalla legge 26/2019 modifica i requisiti di accertamento dello stato di disoccupazione. La norma prevede che si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo non superi la soglia di esenzione fiscale (8mila euro per i lavoratori dipendenti, 4.800 euro gli autonomi).

Extracomunitari

I cittadini extracomunitari dovranno farsi certificare reddito e composizione del nucleo familiare dal Paese di origine, con traduzione in italiano e validazione del consolato. La certificazione non sarà necessaria in tre ipotesi: a) nei confronti di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato politico; b) qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente; c) nei confronti di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea nei quali è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni. Dato che servirà un decreto ministeriale per individuare gli Stati esonerati dalla disposizione nelle more della sua emanazione l’Inps ha provveduto a sospendere l’istruttoria di tutte le domande presentate a decorrere dal mese di aprile 2019 da parte di richiedenti non comunitari.

Requisito immobiliare

Ai fini del raggiungimento della soglia di 30mila euro, intesa come beni immobili disponibili oltre la quale si perde il diritto al reddito e alla pensione di cittadinanza, concorrono non solo gli immobili presenti in Italia ma anche quelli eventualmente posseduti all’estero.

Coniugi

Non sarà più sufficiente la separazione o il divorzio per costituire due nuclei familiari distinti e, quindi, centrare gli standard di reddito. Bisognerà, infatti, acquisire due diverse residenze. Al riguardo, con la legge di conversione è stato precisato che, laddove la separazione o il divorzio siano avvenuti successivamente alla data del 1° settembre 2018, il cambio di residenza deve essere certificato da apposito verbale della polizia locale. In caso di figli minori, inoltre, si considererà ai fini del calcolo dell’Isee anche la situazione patrimoniale e reddituale del genitore non convivente nel nucleo familiare e non coniugato con l’altro genitore (Isee Minorenni).

Soggetti condannati

Esclusi da reddito e pensione di cittadinanza coloro che sono sottoposti a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, ovvero condannati, in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per taluno dei delitti di cui agli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640-bis del codice penale, nonché la neutralizzazione, ai fini della individuazione della scala di equivalenza (s.e.), di membri del nucleo che si trovino nelle predette condizioni di sottoposti a una misura cautelare ovvero condannati.

Chiarimenti

Nel documento l’Inps offre anche alcuni chiarimenti circa la nozione di reddito familiare e sul calcolo del beneficio stesso. In primo luogo viene ribadito che il reddito familiare ai fini reddito e pensione di cittadinanza non coincide con il valore ISR (Indicatore della Situazione Reddituale) rilevabile dall’attestazione Isee. La base di partenza per il calcolo del reddito familiare dovrà essere data dalla somma di tutti i redditi e trattamenti assistenziali che già concorrono alla formazione dell’ISR (reddito complessivo ai fini Irpef di tutti i componenti, redditi soggetti a tassazione sostitutiva o a ritenuta d’imposta, redditi esenti, assegni per il mantenimento dei figli, reddito figurativo di attività finanziarie, ecc.), senza tuttavia poter operare anche la sottrazione delle componenti che invece vengono sottratte nell’ambito dell’Isee.

Ciò significa che le famiglie in cui sono presenti spese deducibili dall’ISR (ad esempio le spese sanitarie per disabili, gli assegni per il coniuge, la deduzione per redditi da lavoro dipendente ovvero pensione, le spese su base nucleo per il canone di locazione, ecc.) potrebbero non acquisire il diritto al beneficio. Viene, inoltre, precisato che i beneficiari in abitazione in locazione ovvero hanno il mutuo possono godere anche solo della componente ad integrazione dell’affitto ovvero del mutuo ancorché, per ragioni di reddito, non abbiano diritto all’erogazione della componente di integrazione del reddito familiare.

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