
Non si arresta l’ascesa dell’e-commerce B2c di prodotto che nel 2025 ha superato i 40 miliardi di euro, segnando un +6% rispetto all’anno precedente, mentre i servizi registrano una crescita del +8% raggiungendo i 22 miliardi di euro. A guidare la nuova ondata del commercio digitale sono i marketplace, Amazon primo fra tutti. Queste piattaforme rappresentano il modello di business più dinamico dell’economia digitale. A differenza dell’e-commerce tradizionale, non vendono direttamente prodotti o servizi, ma mettono in contatto venditori terzi con potenziali acquirenti, offrendo un’ampia varietà di prodotti e servizi e permettendo una semplificazione dell’esperienza d’acquisto per i consumatori. A beneficiarne sono anche le realtà imprenditoriali, non per forza di grandi dimensioni. Anzi, i principali marketplace utilizzati in Italia, Amazon ed eBay, garantiscono visibilità a piccoli e medi venditori, riuscendo a creare economie di scala difficilmente raggiungibili dai singoli operatori.
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, “il numero di imprese italiane con un sito e-commerce è aumentato del 3,4% rispetto al 2024, raggiungendo le 91mila aziende, con una crescita marcata delle società di capitale (+8,5%). Questi dati evidenziano la maturazione del settore e l’integrazione di strategie digitali avanzate”.
Le aziende attive nel commercio digitale sono distribuite principalmente in Lombardia, Lazio e Campania, con Milano, Roma e Napoli come principali centri nevralgici. I settori più performanti nel 2025, con un incremento superiore alla media, risultano essere il Food&Grocery (+7%) e il Beauty&Pharma (+7%).
Siamo assistendo a una vera e propria rivoluzione nel campo del commercio digitale e al centro di questo cambiamento c’è lo split payment (o pagamento frazionato), una tecnologia finanziaria innovativa che consente di suddividere automaticamente un singolo pagamento tra più beneficiari. Quando un cliente effettua un acquisto su un marketplace, il pagamento viene automaticamente diviso tra il venditore, che riceve il corrispettivo per il prodotto o servizio; il gestore del marketplace, che trattiene la propria commissione; eventuali altri soggetti coinvolti nella transazione (partner logistici, fornitori di servizi). Questa automazione elimina la necessità di gestioni manuali, riconciliazioni bancarie complesse e riduce drasticamente i margini di errore.
Nonostante il trend favorevole dell’e-commerce, l’internazionalizzazione delle imprese italiane fatica a decollare. Per il 54% delle aziende, dazi e protezionismo sui dati danneggiano l’evoluzione del commercio globale.
Guardando al futuro, le previsioni restano comunque positive, con una crescita costante nei prossimi anni, spinta da una maggiore digitalizzazione delle Pmi italiane, un aumento della fiducia dei consumatori negli acquisti online, un’evoluzione delle tecnologie fintech e una semplificazione normativa per i pagamenti digitali.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
