giovedì , Luglio 18 2019
Home / Comunicazione / Rapporto Mercer: il neo della sostenibilità nel sistema pensionistico italiano

Rapporto Mercer: il neo della sostenibilità nel sistema pensionistico italiano

Mercer è una qualificata società di consulenza internazionale specializzata in progetti di health, wealth e careers, che lavora al fianco delle società clienti nella progettazione e delivery di soluzioni su misura per il capitale umano, i servizi attuariali e gli investimenti degli investitori istituzionali.

Oltre 28mila aziende nel mondo lavorano con Mercer.

La società, tra le molteplici attività, pubblica un indice, giunto al decimo anno, che analizza e confronta 34 sistemi pensionistici di altrettante nazioni.

La ricerca Melbourne Mercer Global Pension Index si pone l’obiettivo, attraverso il confronto, di suggerire best-practice internazionali, pur nella consapevolezza che ogni confronto diretto tra sistemi previdenziali può essere discutibile, poiché ogni sistema si è evoluto a partire dalle particolari circostanze economiche, sociali, culturali, politiche e storiche di quel Paese.

Il confronto tra i sistemi previdenziali viene condotto da dieci anni aggregando oltre 40 indicatori, con pesi relativi diversi, facenti capo a tre macro-aree: adeguatezza, sostenibilità e integrità.

L’indicatore adeguatezza comprende 11 item, tra i quali:

–           il livello delle prestazioni erogate per la media dei lavoratori;

–           la quota di risparmio individuale, mobiliare ed immobiliare;

–           la possibilità di intaccare il risparmio previdenziale prima della maturazione dei requisiti (come è possibile fare in Italia attraverso l’istituto dell’anticipo per il TFR o i fondi pensione).

La macro-area sostenibilità annovera otto indicatori. I principali:

–           la percentuale di adesione a fondi di previdenza complementare e a fondi pensione – in decisa crescita in Italia anno dopo anno, ma ancora a partire da una scelta individuale;

–           aspetti demografici, quali il gap tra l’età pensionabile e l’aspettativa di vita, o la fertilità media;

–           alcune evidenze macroeconomiche quali aspettativa di crescita e debito pubblico.

La macro-area integrità, infine, considera oltre 20 indicatori facenti capo a:

–           diversi elementi di normativa e governance del rischio pensionistico;

–           il livello di fiducia che i cittadini di ogni Paese hanno nel loro sistema.

Il valore dell’indice per ciascuno dei sistemi pensionistici presi in esame rappresenta la media ponderata di queste tre macro-aree; le ponderazioni utilizzate sono pari al 40 per cento per la macro-area “adeguatezza”, al 35 per cento per la macroarea “sostenibilità” e al 25 per cento per la macro-area “integrità”.

«L’Indice ha un approccio multipilastro – di ogni sistema previdenziale rendiconta cioè il “pilastro 0”, ovvero la previdenza minima garantita dallo Stato; il “pilastro 1”, ovvero la previdenza pubblica obbligatoria; il “pilastro 2”, ovvero la previdenza complementare collettiva; il “pilastro 3”, ovvero la previdenza complementare individuale e il “pilastro 4” ovvero i risparmi e altre entrate delle famiglie. L’Indice premia i sistemi-Paese che affiancano alla pensione pubblica un’elevata la partecipazione ai sistemi pensionistici integrativi (secondo e terzo pilastro), i sistemi a capitalizzazione, la diversificazione degli investimenti su scala globale; è fortemente influenzato dalle dinamiche del debito pubblico, dall’andamento demografico, della natalità e dalla partecipazione al mercato del lavoro – spiega Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia.

Come noto, le complesse tematiche demografiche continuano a rappresentare una sfida per i sistemi pensionistici di tutto il mondo. L’Indice, per “sistema pensionistico”, intende la somma complessiva di previdenza pubblica, complementare e del risparmio previdenziale, anche attraverso strumenti assicurativi e di risparmio gestito. La sua premessa metodologica prende in considerazione i sistemi previdenziali in senso ampio, ovvero l’insieme degli strumenti che garantiscono la gestione finanziaria dell’uscita dalla vita lavorativa per i singoli.

Purtroppo, come noto, l’Italia è per invecchiamento il terzo Paese al mondo e ciò peserà sempre più sul sistema previdenziale, specie nel prossimo futuro.

Quali risultati emergono dal lavoro di Mercer?

Sul podio salgono i Paesi del Nord Europa – quest’anno vincitori risultano i Paesi Bassi e la Danimarca, con punteggi pari a 80.3 e 80.2 punti indice rispettivamente. La Finlandia è al terzo posto (74,5 punti indice), seguono l’Australia (72,6) e la Svezia (72,5).

In fondo alla classifica troviamo l’Argentina.

L’Italia. attualmente, è in ventisettesima posizione, in quanto pesa proprio l’indice della sostenibilità, mentre continua a migliorare il proprio punteggio, grazie in particolare alla legge Fornero. Superando quella, si rischia di far precipitare il Paese di diverse posizioni nella classifica e di mettere a repentaglio equilibri già di difficile attuazione.

(Gia.Cas.)

Check Also

Cresce l’importo dell’assegno di incollocabilità nel 2019

Aumenta l’importo dell’assegno di incollocabilità, che spetta ai titolari di rendita Inail con un’età inferiore …