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Sondaggio su reddito di cittadinanza: contrari due direttori del personale su tre

Il 60 per cento dei direttori del personale intervistati dall’Ufficio Studi di Future Manager, ritiene che la messa in atto del decreto di cittadinanza sia una scelta assolutamente errata. Soltanto il 5 per cento sostiene che il sistema economico italiano avrà benefici una volta attuato il decreto e potrebbe anche dare una spinta positiva al mercato del lavoro. Il 25 per cento afferma che non inciderebbe molto sul mercato del lavoro, il 6 per cento non mostra grande interesse per l’argomento ed il restante 4 per cento non si è ancora fatto un’opinione a riguardo.

Tra qualche mese il reddito di cittadinanza potrebbe vedere la luce. Almeno così ha annunciato il governo giallo-verde secondo cui da marzo-aprile 2019 sarà avviata la misura economica per chi vive sotto la soglia di povertà.

L’Ufficio Studi di Future Manager Recruitment ha coinvolto un campione di aziende italiane in un sondaggio su diversi temi di attualità, tra i quali quelli relativi al reddito di cittadinanza. I risultati che emergono dall’indagine sono palesi e mettono in evidenza un atteggiamento fortemente critico da parte dei gestori di Risorse umane.

Secondo il presidente dalla Future Manager Recruitment, Salvatore Corradi, “per quanto riguarda i giovani laureati il discorso è ancora più grave e complesso perché si creeranno squilibri sui tempi d’ingresso sul mercato del lavoro. Un supporto finanziario come il reddito di cittadinanza non potrà non creare fenomeni di narcosi professionale. Oggi un laureato europeo a 25 anni ha già  nel suo curriculum almeno due anni di esperienza. I nostri laureati arrivano sul mercato mediamente due anni dopo, un anno o due di reddito di cittadinanza li metterà definitivamente fuori dal mercato delle opportunità di lavoro. Anche rispetto alla competizione con le nuove generazioni di laureati che nel frattempo avranno concluso il percorso di studi”.

In pratica, su questo così fondamentale segmento di mercato del lavoro per il nostro paese, il reddito di cittadinanza non appiattirà  povertà, ma ne creerà dell’altra. Almeno secondo tale ricerca.

(Gia.Cas.)

 

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