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Transumanza, si rinnova l’antichissimo rito tra Puglia e Molise

carmelina-colantuono (1)Le chiamano “autostrade verdi”, etichetta quanto mai efficace per i millenari tratturi – o ciò che ne rimane – che solcano i lembi montuosi di Abruzzo e Molise. La stagionale migrazione a piedi delle mandrie dalle montagne verso la pianura foggiana ha costituito in tutte le epoche un’attività ricorrente, segnando, anche strutturalmente, quelle strade nei terreni utilizzati per il lungo cammino. La transumanza fa parte della storia lavorativa e umana dell’uomo. Per millenni ha accompagnato l’attività zootecnica, garantendo la sussistenza delle famiglie d’alta quota.

transumanzacolantuonoOggi, a salvaguardare questa tradizione, è rimasta una famiglia molisana, che rinnova il percorso ogni mese di maggio. L’hanno fatto per secoli gli avi ed oggi Carmelina Colantuono titolare dell’omonima azienda zootecnica in Molise, parte da San Marco in Lamis, nel Gargano, per raggiungere la sua Frosolone, in provincia di Isernia. Una mandria composta da circa 300 capi bovini che percorre oltre 150 chilometri solcano ciò che resta dei tratturi storici. Una scelta coraggiosa e tenace quella di salvaguardare una nobile tradizione che profuma di storia. Oggi non è facile ripercorrere quelle strade perché occorre tenere presente il traffico automobilistico, le costruzioni recintate che sorgono sul tratturo, le difficoltà generate dal “progresso”. Eppure questa consuetudine oggi arricchita da una vena romantica richiama sempre più appassionati, anche dall’estero.

carmelina-colantuonoDel rito fanno parte diversi momenti ricchi di fascino: la benedizione degli animali alla partenza secondo l’usanza storica dell’olio benedetto, il saluto delle autorità civili, la vestitura dei cavalieri. Poi l’imbocco del tratturo Nunziatella-Stignano lungo la strada statale 272, quindi il Tratturo del Re, l’Aquila-Foggia, poi la direttrice di circa 15 chilometri verso Santa Croce di Magliano, in territorio molisano. Il fiume Cigno, la dura salita di Scorcia Capra, il Monte Femmina Morta che porta il gruppo oltre i 900 metri sul livello del mare. Poi il Braccio Tratturale “Centocelle-Taverna del Cortile”, uno dei tratti meglio conservati e visibili. Zona di borghi bellissimi, come Petrella Tifernina o Ripalimosani. E’ la volta del tratturo “Lucera-Castel di Sangro”, la valle del fiume Biferno, i resti del castello di Castropignano, il delizioso borgo di Torella del Sannio. Ecco quindi Frosolone, un po’ l’epicentro della transumanza di ieri e di oggi, tutti in piazza ad assistere al passaggio degli animali e dei coraggiosi mandiani. E’ festa.

Quest’anno per sostenere la manifestazione, in programma dal 23 al 27 maggio tra la Puglia e il Molise, c’è anche una campagna di crowdfunding. Informazioni sui social.

 

(Giampiero Castellotti)

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