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Fondolavoro tra gli attori del comitato di indirizzo del Reference Point nazionale Eqavet

Un importante momento d’incontro e riflessione sulle sfide relative alla qualità che il sistema di istruzione e formazione professionale è chiamato ad affrontare. Tanti i temi affrontati nella riunione del National Board del Reference Point Eqavet svoltasi presso la sede dell’Inapp in Corso d’Italia 33 a cui ha preso parte anche il direttore di Fondolavoro, Carlo Parrinello per illustrare ai partecipanti il contributo dei Fondi interprofessionali sulla formazione nelle imprese.

I Punti nazionali di riferimento per la qualità dell’Istruzione e formazione professionale (Reference Point), costituiti nei vari Paesi membri nell’ambito della rete europea per la qualità – Eqavet, rappresentano il punto di contatto tra il livello europeo e quello nazionale, per assicurare la ricaduta delle iniziative europee sul territorio nazionale ed un’efficiente disseminazione delle informazioni sul tema della qualità della formazione.

Il Reference Point italiano, nato nel 2006, è collocato presso l’Inapp e coordinato da Anna D’Arcangelo, dirigente della Struttura Sistemi Formativi.

Il Reference Point italiano riunisce il proprio comitato di indirizzo, il National Board, del quale fanno parte i ministeri del Lavoro e dell’Istruzione, le Regioni e le Province autonome, Anpal, le parti sociali, rappresentanti dei soggetti erogatori di istruzione e di formazione.

L’incontro ha tra i propri obiettivi la condivisione e il confronto con i partecipanti sull’applicazione delle indicazioni comunitarie relative alla qualità, in particolare la Raccomandazione sull’istruzione e formazione professionale per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza del 24 novembre 2020, e sulle azioni implementate a livello nazionale.

L’agenda dei lavori, facendo seguito alle sollecitazioni europee, prevede un affondo sui meccanismi di qualità nella formazione continua e, in particolare, nei Fondi interprofessionali: qualità ed efficacia dei percorsi di formazione continua costituiscono un elemento fondamentale per il recupero della competitività dei sistemi economici e sociali e per il rafforzamento dell’occupabilità delle persone in un contesto di equità e sostenibilità. Lavorare sulla garanzia della qualità richiede di tenere conto delle specificità che caratterizzano i processi formativi nei diversi contesti: i medesimi indicatori di qualità assumono infatti connotazione diverse a seconda che siano applicati a contesti di formazione iniziale o di formazione continua. Durante l’incontro viene presentato anche un aggiornamento sulle attività del Reference Point nazionale Eqavet, sia a livello nazionale sia a livello comunitario; i partecipanti sono invitati a portare il proprio contributo nella sessione della tavola.

Il quadro di riferimento europeo per l’assicurazione della qualità per l’istruzione e la formazione professionale (Eqavet) è emerso dalla raccomandazione del 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, come quadro europeo a sostegno dell’assicurazione della qualità nell’istruzione e formazione professionale (Ifp) in tutta Europa.

Tra i vari interventi, quello di Carlo Parrinello, direttore di Fondolavoro, Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua delle micro, piccole, medie e grandi imprese che ha sottolineato quattro aspetti fondamentali dei Fondi interprofessionali:

1) la definizione di un sistema di governance centrale delle politiche attive e della formazione continua per arrivare ad un coinvolgimento di tutti gli attori della filiera evitando sovrapposizioni e disallineamenti tra risorse e attività messe in campo;

2) l’importanza di sistemi di Ivc condivisi (tra sistemi europei, nazionali, regionali) e una formazione inclusiva che concorra al superamento degli svantaggi di età e di genere;

3) il tema delle risorse: i Fondi sono chiamati a nuove funzioni e quindi si deve integrare il quadro delle vecchie leggi (quali la Legge 388/2000);

4) il sistema normativo: occorre rivedere la disciplina dei Fondi ed aprire su questo un confronto con le parti sociali e il ministero del Lavoro.

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